mercoledì 17 settembre 2008

Programmazione del laboratorio di animazione teatrale per la Scuola Media Statale "N. Sauro" (plesso di Pontedassio)

   L'intero programma sarà suddiviso in varie fasi che saranno scoperte di volta in volta dai ragazzi.
 L’avanzamento per tappe avverrà attraverso un cartellone (il Serpentone) sul quale saranno state precedentemente sovrapposte, sottoforma di finestre, i vari step del laboratorio. Portando i ragazzi a scoprire da sé le finalità “nascoste” dietro ogni tappa interiorizzeranno meglio le abilità acquisite e avranno sempre sott'occhio il percorso e l'obbiettivo che stanno percorrendo.
   La prima fase del laboratorio, che andrà dal primo al quindicesimo incontro, consisterà nella realizzazione di esercizi propedeutici al lavoro teatrale (danza, drammaturgia1 e tecnica teatrale.
   La seconda fase, che continuerà fino al 25esimo incontro, consisterà in un vero e proprio corso sulla messa in scena. Si entrerà così nella fase di allestimento dello spettacolo finale. In questo modo si darà largo spazio al canovaccio stilato con gli stessi ragazzi nella precedente fase.
   I restanti cinque giorni serviranno a ridefinire il materiale raccolto durante gli incontri, le abilità apprese dai ragazzi nonché la messa in scena del suddetto spettacolo.



Nello specifico, il laboratorio sarà così svolto:

Prima tappa: conoscersi e conoscere
(2 lezioni)
- Esercizi di riscaldamento per il gruppo, presentazione e conoscenza di tutti i partecipanti al fine di creare un clima emotivo coinvolgente.
Seconda tappa: lo spazio scenico (1 lezione)
- Esercizi per la conoscenza dello spazio scenico fisico e temporale in funzione della rappresentazione.
Terza tappa: lo strumento corpo/percezione/rilassamento (2 lezioni)
- Esercizi di respirazione, concentrazione, controllo e coordinamento motorio, equilibrio, mimica gestuale e facciale.
Quarta tappa: lo spazio sonoro e lo strumento voce, i gesti (2 lezioni)
- Esercizi di coordinamento fra gesto, parola, ritmo, armonia musicale; conoscenza ed educazione del mezzo vocale.
Quinta tappa: rapporto e fiducia (1 lezione)
- Esercizi per focalizzare l'attenzione sulle relazioni intercorrenti fra i diversi individui presenti nel gruppo, sperimentando appieno la sensazione dell’affidarsi e del responsabilizzasi.
Sesta tappa: testo e pretesto/canovaccio e drammaturgia (2 lezioni)
- Esercizi per stimolare ed accrescere la creatività. Analisi dei contenuti fantastici, invenzione e costruzione dei testi, invenzione delle situazioni sceniche.
Settima tappa: sottotesto (1 lezione)
- Ricerca e studio del sottotesto come elemento sintetico e riassuntivo delle componenti psicologiche del personaggio.
Ottava tappa: improvvisazione (4 lezioni)
- Esercizi per lo studio dell'improvvisazione: regole dell'improvvisazione, improvvisazione libera e concordata, improvvisazione a tema, appuntamenti, battute. Primi elementi per affrontare un ruolo: codificazione e ripetizione della parte improvvisata. L'improvvisazione come punto di partenza per la costruzione del personaggio.
Nona tappa: messa in scena (15 lezioni)
- Consegna della drammaturgia e suddivisione dei ruoli.

   Concludendo, per affrontare un lavoro di questa portata è necessario sapere il prima possibile se il laboratorio sarà facoltativo o obbligatorio per un certo numero di classi. Questo per capire meglio come strutturare, in particolare, la prima parte laboratoriale e prevedere il grado di interesse dei ragazzi rispetto al lavoro da svolgere. Inoltre, sempre al fine di organizzare al meglio il laboratorio, è di rigore un incontro preventivo con gli insegnati coinvolti direttamente nel progetto, per comprendere la “tipologia” dei ragazzi con i quali dovremo lavorare ed eventuali problematiche che caratterizzano il gruppo coinvolto.
   Ultima questione, ma non meno importante per le modalità laboratoriali, prendere visione del luogo in cui si svolgeranno gli incontri con i ragazzi.

1 Il lavoro drammaturgico sarà svolto da diversi gruppi i quali, sotto la nostra supervisione, ideeranno altrettanti canovacci che saranno poi portati in scena nel saggio finale.




Emanuele Morandi
Posta un commento