giovedì 16 ottobre 2008

Secondo incontro alla "N.Sauro": la conclusione della prima tappa

   Anche per questo secondo incontro abbiamo fatto fare ai ragazzi degli esercizi che andassero a concludere il primo step del nostro percorso: conoscere e conoscersi.


ORE 13:30
Arrivo animatori -- PREPARAZIONE DELL´AULA

   Questa volta (non dovendo attuare nessun tipo di spiazzamento) abbiamo subito disposto l'aula funzionalmente alle attività laboratoriali da svolgere. I banchi sono stati disposti lungo il perimetro della stanza per sfruttare più spazio possibile. Il Serpentone è stato disposto nel punto più visibile dell'aula come anche il resto del materiale (stereo, cartoncini...). E' stata una scelta legata sia alla comodità di avere tutti gli oggetti a portata di mano sia al mantenere viva la curiosità dei ragazzi.
   Lo scopo era rendere i ragazzi liberi di muoversi per sfruttare tutto lo spazio a disposizione, senza paura di scontrarsi con un compagno o rompere qualche cosa all'interno della stanza.
   Come risultato i ragazzi, vedendo l'aula così libera si sono rivelati subito entusiasti nel cominciare il laboratorio ma al tempo stesso questa eccessiva eccitazione li ha resi un po’ distratti durante la fase preparatoria dell'incontro.

ORE 14:00
RISCALDAMENTO (15-20 min)

   Il riscaldamento sarà effettuato ad ogni incontro ed in linea di massima manterrà gli stessi esercizi ma con piccole variazioni. Lo scopo è quello di creare un percorso nel percorso, infatti in quello che sarà il cammino laboratoriale elementi come il riscaldamento e come la meditazione avranno una propria autonoma evoluzione. Se il riscaldamento si concentra sul corpo la meditazione sulla mente: lavorare di continuità diventa quindi occasione per aiutare i ragazzi con costanza a concentrarsi su loro stessi e sulle loro capacità creative ed espressive.


CAMMINATA SUL POSTO

   All’inizio ogni componente del gruppo, sempre disposto nella totalità dello spazio preposto e partendo da quella che viene definita “posizione neutra” ovvero il corpo si viene a trovare perfettamente eretto, come appeso al soffitto e senza tensioni muscolari, con le braccia abbandonate lungo di esso; il ragazzo con lo sguardo rivolto verso l’operatore che si trova di fronte, inizia ad effettuare, seguendo il ritmo scandito della musica, una camminata sul posto. Questa volta l'animatore ha introdotto delle piccole varianti come l'accelerazione e la decelerazione durante la marcia: il ritmo, inizialmente blando, a poco a poco cresce fino a trasformare il movimento in una frenetica corsa sul posto. In questo modo in un alternarsi di ritmi ed andature ci si riscalda imparando anche a coordinare la respirazione diaframmatica con il modificarsi del movimento.
ESERCIZI DI ISOLAMENTO CORPOREO

   Come nella precedente sessione si comincia con la testa |avanti-centro-indietro-centro|, poi |destra-centro-sinistra-centro|; poi con le spalle |avanti-centro-dietro-centro|, poi |su-centro-giù|; poi con il torace |avanti-centro-dietro-centro|, poi |destra-centro-sinistra-centro|; poi con il bacino |avanti-centro-dietro-centro|, poi |destra-centro-sinistra-centro|.


ESERCIZIO DELLA CANDELA

   In particolare, durante questo esercizio l'animatore ha disposto i ragazzi a coppie uno di fronte all'altro in modo tale che non venissero distratti dal come l'animatore eseguiva l'esercizio, ma si concentrassero sulle modalità e sul ritmo di esecuzione del proprio compagno. Inoltre l'esercizio seguiva il tema della giornata visto che lavorando a coppie costruendo insieme i movimenti s'imparava molto dell'altro. 


CONOSCERSI 
   Lo scopo era riattivare l'organismo dopo una lunga giornata passata sui banchi. Portare i ragazzi a raggiungere un ritmo comune e sentire il movimento del proprio corpo in ogni sua parte. Inoltre questo genere di lavoro sull'io-fisico favorisce una sensazione di sicurezza e determinazione.
   Come risultato nonostante avessimo volutamente formato delle coppie che sfaldassero i gruppetti precostituiti all'interno del gruppo (al fine di agevolare la conoscenza con tutti i componenti della classe) i ragazzi non si sono distratti. Si sono impegnati ad eseguire l'esercizio con molta concentrazione e con il proprio ritmo.


COME MI VEDO, COME TI VEDO (25 min)  

   Per questo esercizio abbiamo fatto disporre i ragazzi in cerchio e abbiamo consegnato a ciascuno di loro un foglio bianco.
   L'animatore ha poi spiegato che su quel foglio e con dei colori disposti al centro del cerchio, avrebbero potuto scrivere o disegnare un soggetto o una frase che, secondo loro, poteva descrivere meglio la loro persona. Il tutto entro un margine di tempo piuttosto breve (5 min), lavorando individualmente e lasciando l'elaborato anonimo. Allo scadere dei 5 minuti tutti i ragazzi hanno consegnato i fogli agli animatori che li hanno riconsegnati a loro volta dopo averli smistati. In questo modo ogni ragazzo ha ricevuto il disegno di un altro compagno. A questo punto, a turno, ciascuno provava ad interpretare l'elaborato che aveva ricevuto, cercando di capire da quei pochi elementi sul foglietto la personalità del realizzatore del disegno. L'interpretazione non doveva assolutamente cadere in giudizi come "bello", "brutto", ecc. ma semplicemente riflettere sul perché è stata scritta quella frase o perché è stato usato quel colore ecc.
   Lo scopo era conoscere ulteriormente i membri del gruppo, capire che non sempre quello che pensiamo di noi stessi corrisponde a quello che percepiscono gli altri e di conseguenza sforzarsi di andare oltre l'immediata apparenza della persona che si ha di fronte.
   Come risultato i ragazzi hanno affrontato molto seriamente il momento della riflessione sui disegni dei compagni. E' stato curioso notare come procedevano nell'indagine sottolineando, nell'elaborato del compagno, elementi che ad una veloce analisi sarebbero passati inosservati.
   In seguito all'esposizione dei singoli disegni, chi se la sentiva, ha potuto svelare quale fosse stato il suo disegno, dire se l'interpretazione era stata corretta o meno. Si è dato luogo così ad un produttivo e vivace dibattito tra i ragazzi riguardo anche a temi interessanti come le proprie paure, i propri sogni ecc.


SUDDIVISIONE IN GRUPPO DANZA E TEATRO (20 min) 

   A questo punto sono stati scelti i gruppi che lavoreranno sulla danza e sulla recitazione. La suddivisione è stata effettuata precedentemente dagli animatori in seguito all'attenta osservazione del gruppo e delle dinamiche che lo compongono durante il primo incontro. Come in ogni gruppo-classe ci sono diversi "gruppetti" che sono più uniti di altri, per creare un lavoro unitario è necessario quindi dividere i sotto-gruppi e crearne di altri in continuazione. Inoltre abbiamo ideato due gruppi che lavoreranno in maniera totalmente differente su loro stessi:
   Gruppo di Danza: i ragazzi andranno ad imparare la Marcia Algoritmica, una marcia nata in Giappone al fine di educare al lavoro di squadra, al raggiungimento del ritmo comune e a capire che ogni gruppo, come una macchina, per funzionare ottimamente ha bisogno che ogni suo pezzo lavori al meglio della sue capacità (dal più piccolo al più grande come dal "più portato al meno portato" nel caso dei ragazzi), perché ogni componente è fondamentale.
   Gruppo di Recitazione: come c’insegna Enzo Toma, l’attore deve essere messo in grado di partire da sé, dal suo modo di essere, ovvero dal suo stato di spontaneità, per realizzare la creazione originale della personificazione di se stesso, per stare nel sentimento che è alla base della pulsione all’espressione. La "recitazione" in questo caso serve per aiutare i ragazzi più timidi o al contrario troppo espansivi ad imparare i concetti base della comunicazione espressiva. Nel primo caso aiuterà ad aprirsi ad esercitare nei confronti degli altri la propria autonoma capacità di porsi, nel secondo caso aiuterà a contenersi in modo tale che nel rispetto dell'altro si riesca comunque ad attuare una buona comunicazione.
   Entrambi i gruppi prepareranno per Natale un piccolo saggio di quello che hanno imparato. Visto le diversità dei singoli ragazzi ci è sembrato opportuno una divisione che come risultato porti ad un livello di parità tra tutti gli elementi del gruppo. Alla fine di questo lavoro i due gruppi si riuniranno e continueranno insieme a preparasi per uno spettacolo d'improvvisazione previsto a maggio.


MEDITAZIONE (20 min)

   Anche per questo incontro, essendo una parte fondamentale per il percorso di crescita di ogni individuo, la visita ai nostri ragazzi si è conclusa con il viaggio fantastico.
   Questa volta l'animatore ha condotto i ragazzi attraverso la prosecuzione del viaggio intrapreso la volta precedente, accompagnandoli con un altro sottofondo musicale studiato ad hoc per l'incontro, e che cambierà di volta in volta per seguire passo dopo passo la scoperta del mondo interiore del gruppo. Alla fine di ogni viaggio segue un momento dove chi se la sente può raccontare la propria esperienza e confrontarla con quella degli altri. Questo esercizio risulta quindi parallelo a quello del riscaldamento ed in un certo senso lo si può definire un riscalda-mente.
   Il viaggio segue le tappe previste nel percorso laboratoriale lavorando in special modo sulla capacità immaginifica, risultando simile ad un sogno-game ovvero una avventura giocata "sognando". Per fare in modo che questo genere di esercizio non superi i valichi del gioco, l'animatore nella fase di preparazione è seguito da vicino da una pedagoga, il che permette di dare anche una valenza pedagogica all'esercizio stesso senza rischiare di sfociare in emozioni troppo grandi per i ragazzi.
   Nello specifico l’operatore ha il compito di aiutare i ragazzi a sviluppare appieno strumenti operativi quali:
- Il rilassamento, importante per lo scioglimento delle tensioni.
- La memoria analitico-sensoriale.
- La memoria affettiva, necessaria per catturare o ricatturare un’esperienza.
- I ricordi.
- La volontà
- L’immaginazione, necessaria per il processo creativo della recitazione e, dunque, per la reviviscenza sulla scena.
- L’attenzione.

ORE 15:25
CONCLUSIONE
   Al ritorno dal loro viaggio fantastico i ragazzi sono stati invitati a riflettere sulla finalità dei primi due incontri.
Dopo che ognuno ha tentato di attribuire un aggettivo che potesse caratterizzare il primo step è stato aggiunto dai ragazzi il primo mattoncino sul Serpentone con su scritto il nome della prima tappa: conoscersi e conoscere gli altri.



Emanuele Morandi
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