giovedì 9 ottobre 2008

Bene. Si comincia alla Scuola Media Statale "N.Sauro"!

   Per questo primo incontro ci siamo concentrati su esercizi e giochi atti alla conoscenza del gruppo partendo dai singoli individui. Questa fase è fondamentale sia per rompere il ghiaccio sia per prepararci al meglio per gli incontri futuri. Ci siamo divertiti ma nello stesso tempo siamo riusciti a farci un idea concreta dei ragazzi. Il primo passo quindi ci ha portato a scegliere giochi rivolti alla conoscenza di sé e dell’altro, il tutto senza rendersi invasivi verso l’intimità dei ragazzi.


ORE 13:30
Arrivo animatori – PREPARAZIONE DELL’AULA

   Abbiamo scelto inizialmente di far trovare ai ragazzi un aula ordinata che facesse presagire la classica lezione frontale (professore spiega – alunni composti che ascoltano). L’unico elemento che spicca oltre allo stereo è il Serpentone, un cartellone molto grande che rappresenta simbolicamente il percorso che caratterizzerà il laboratorio.
   Lo scopo è destabilizzare i ragazzi sulle loro aspettative lasciando però vivo in loro un elemento di curiosità (il Serpentone).
   Come risultato questa “destabilizzazione” è stata solo momentanea, giusto il tempo della presentazione. Dopodiché i ragazzi sono stati invitati a spostare i banchi creando uno spazio adeguato per il resto del laboratorio. Un atto che si è rivelato assolutamente liberatorio.


ORE 14:00
Arrivo ragazzi – BRAINSTORMING[1] ( 10 min)


   Presentazione neutra del corso (chi siamo,  cosa faremo in questo laboratori, ecc…). Brainstorming sul significato intrinseco delle parole Teatro e Animazione.
   Lo scopo è aiutare i ragazzi ad elaborare il loro concetto di Teatro e di Animazione lasciandoli arrivare al ben più importante concetto di comunicazione.
   Il risultato è singolare perché, contrariamente alle nostre aspettative, i ragazzi hanno estrapolato concetti come trasmettere, parlare, emozionare, dimostrando così di avere sin da subito un concetto di teatro molto vicino a quello che vogliamo trasmettere loro attraverso il laboratorio.


RIORGANIZZAZIONE DELLO SPAZIO (5 min)

   Si è chiesto quindi hai ragazzi di spostare i banchi lungo il perimetro della classe in modo tale da lasciar libero lo spazio per gli esercizi e, come in un gesto liberatorio, favorire lo smorzamento della tensione, dovuta all'iniziale presentazione del corso, volutamente svolta come una classica lezione scolastica.


IL GIOCO DELLA PALLA (15 min)

   Disposti in cerchio ci siamo passati la palla: il ragazzo che ha la palla in mano pronuncia il nome, a voce alta, a chi vuole passarla, mentre chi riceve deve fare una breve presentazione di sé dichiarando anche la propria aspettativa riguardo al corso.
   Lo scopo è memorizzazione i nomi di tutti i partecipanti al corso. Durante l'esecuzione del gioco Elena ha preso appunti su ogni ragazzo del gruppo, descrivendo se questo ha avuto difficoltà a presentarsi o era a suo agio ecc. e questo per organizzare in modo mirato i giochi che faremo negli incontri successivi, in modo da favorire le partecipazione di tutti i ragazzi alle attività e creare in questo modo la coesione nel gruppo.
   Il risultato è stato una prima conoscenza dei ragazzi e delle loro aspettative sul laboratorio.



IL RISCALDAMENTO (15 min)

   Utilizzo di brani musicali strumentali, precedentemente selezionati dagli animatori, in modo da rendere più piacevole l'esecuzione degli esercizi e l’acquisizione da parte dei ragazzi di un ritmo comune.
CAMMINATA SUL POSTO - In cerchio si è camminato sul posto seguendo il ritmo della musica; poi, sempre camminando, abbiamo inspirato e espirato (alzando bene su le ginocchia); poi abbiamo inspirato e espirato alzando ed abbassando le braccia esercizi rivolti allo scioglimento degli arti inferiori, della testa, delle spalle e di tutto lo scheletro.  Durante l'esecuzione degli esercizi gli altri due animatori sono passati vicino ai ragazzi per aiutarli a sciogliere eventuali tensioni fisiche che si sono create durante il riscaldamento.
ESERCIZI DI ISOLAMENTO CORPOREO - Per acquisire consapevolezza e controllo indipendente delle diverse sezioni corporee, ossia abbiamo lavorato a ritmo di musica, a partire dalla posizione neutra, solo su una sezione del nostro corpo, lasciando fermi tutti gli altri muscoli, nelle diverse direzioni dello spazio: avanti, indietro, a destra, a sinistra, in alto, in basso. Quindi abbiamo eseguito esercizi di movimento ed isolamento di varie parti del corpo: si è cominciato con la testa |avanti-centro-indietro| e |sinistra-centro-destra|; poi con le spalle |avanti-centro-indietro| e |su-centro-giù|; infine si è agito in contemporanea sia con la testa che con le spalle.
ESERCIZIO DELLA CANDELA - A partire dalla posizione neutra si è suggerito di imitare con il nostro corpo il movimento di una “candela” che si scioglie lentamente. Ci siamo piegati con delicatezza e concentrazione lungo lo spazio della palestra, chiudendo gli occhi e respirando lentamente. Oltre a creare un progressivo rilassamento di tutti i muscoli del corpo, questo esercizio è servito ad acquisire consapevolezza e controllo delle sezioni corporee. Dalla posizione eretta siamo così discesi via via fino a rilassarci totalmente in posizione supina, stesi sul pavimento; da giù siamo ritornati successivamente (e sempre lentamente) in piedi.
   Lo scopo degli esercizi di riscaldamento è quello di riattivare l'organismo dopo una dura giornata di lavoro o di studio, acquisire una buona consapevolezza del proprio corpo e, man mano che il lavoro con il gruppo prosegue, raggiungere un unico ritmo di esecuzione.
I risultati sono stati una prima verifica sulle abilità motorie dei ragazzi ed un primo efficace momento in cui gli stessi hanno iniziato a relazionarsi con la propria corporeità.


GIOCO DELLE SCARPE MAGICHE (20 min)

   Dopo essersi riscaldati, i ragazzi sono stati invitati a prendere un tappetino per ciascuno (tenuti nascosti in una valigia dagli animatori sin dall'inizio dell'incontro) e a sedersi in cerchio per la preparazione del gioco delle SCARPE MAGICHE.
   Il gioco consiste nell'immaginare che al centro del cerchio ci siano delle scarpe. Queste scarpe però sono speciali, magiche per l'appunto, perché permettono a chiunque le indossi di diventare quello che vuole per un breve momento.
   Lo scopo è portare i ragazzi a superare le prime inibizioni nei confronti del pubblico, anche se si tratta di spettatori a loro famigliari: i loro compagni di laboratorio. Inoltre questo esercizio aiuta ad adoperare la fantasia per dare forma ai propri pensieri e desideri. In questo modi si rivela essere un importante esercizio sulla conoscenza: arrivare a conoscere più di sé attraverso un forma identificativa che la propria fantasia ci stimola a creare.
   Come risultato molti hanno dimostrato un certo imbarazzo, elemento importantissimo di valutazione per noi animatori, altri, invece, si sono svelati coraggiosi e propositivi. Inoltre è servito molto analizzare le diverse esibizioni e commentarle insieme tanto che alla fine molti di essi volevano riproporsi in altri sfoggi della loro fantasia.


IL VIAGGIO FANTASTICO (15 min)

   I ragazzi sono stati fatti sdraiare sul proprio tappetino, supini e sono stati invitati a concentrarsi sulla musica e sul racconto di Emanuele. La meditazione, grazie a semplici esercizi di respirazione, rilassamento e visualizzazione, permette di vincere lo stress e ritrovare la serenità. Se la meditazione è unita alla musica e se un conduttore aiuta a fantasticare e ad elaborare le immagini che la forma del sogno ci pone davanti si ottiene allora quello che pedagogicamente può essere definito un "viaggio fantastico”. Una volta "risvegliati" prima di ritornare seduti in cerchio è importante che i ragazzi riattivino il corpo molto lentamente, per cui devono darsi loro il tempo per rialzarsi e mettersi in cerchio. Una volta in cerchio, inizia la fase di verbalizzazione in cui i ragazzi raccontano le loro esperienze e quello che hanno visto durante il viaggio.
   Importante è che all’interno di un percorso laboratoriale anche il viaggio fantastico ha una sua continua evoluzione. Essendo questo il primo è stato improntato sulla visualizzazione di un posto in cui i ragazzi potevano sentirsi liberi e forti e dove insieme all’aiuto del conduttore potevano ripercorrere la giornata facendo proprie le diverse emozioni provate durante il laboratorio. Inoltre questo esercizio serve anche all'animatore in quanto, nel momento in cui ogni ragazzo è portato a raccontare ciò che ha vissuto, esterna una parte molto più intima di sé.
   Come risultato l’esercizio è durato tre minuti circa ed è stato seguito da un momento di discussione sulle sensazioni provate durante l'esecuzione: dopo un’esperienza di questo genere i ragazzi si sono aperti, ed anche i meno loquaci hanno avuto voglia di raccontare il loro viaggio fantastico.


ORE 15:25
CONCLUSIONE (5 min)
   Al termine dell’incontro è stato spiegato ai ragazzi la funzione del Serpentone, un cartellone sul quale è stato disegnato il percorso che i ragazzi intraprenderanno lungo tutto il laboratorio. Circa a ogni incontro corrisponde ad una specifica competenza acquisita dal gruppo (conoscenza di sé stessi e degli altri, fiducia, ecc.) che sarà aggiunta dai ragazzi sul Serpentone al termine di ogni giornata, incollando sul cartellone dei fogli, con scritto il titolo della tappa percorsa. Per mezzo di questi lavori, i ragazzi hanno cominciato a sciogliersi davanti al gruppo (e soprattutto davanti a noi operatori) e a dare libero sfogo alla loro fantasia.


[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Brainstorming
[2] E' molto importante che ogni esercizio venga spiegato nelle sue finalità laboratoriali ai ragazzi, prima o dopo la sua esecuzione



Emanuele Morandi
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