giovedì 27 novembre 2008

Settimo incontro alla "N.Sauro": Il canovaccio

   Il settimo incontro con i ragazzi ha previsto un primo approccio verso la creazione della drammaturgia che verrà poi presentata al saggio finale di Maggio.
   Dopo tanti giochi, esercizi, improvvisazioni ed azioni teatrali che sono stati diretti ed eseguiti negli incontri precedenti (e trattati in una maniera del tutto indipendente da un possibile prodotto finale),affrontiamo il modo in cui si costruiscono le storie per la rappresentazione teatrale, ossia per lo spettacolo.
   Da rimarcare il fatto che questa pratica non è lo scopo principale del Teatro Impertinente, né delle nostre attività di animazione; per quanto interessante e piacevole, si tratta comunque di un duro lavoro, e non viene affrontato con leggerezza.
   Nel nostro lavoro non pensiamo di utilizzare un testo teatrale già pronto, e di distribuire le parti ai ragazzi facendo loro imparare a memoria le battute: in questo modo si rischia di far loro del male, perché, come speriamo di aver esemplificato nei nostri incontri, l'espressione teatrale è un'attività molto importante per i nostri partecipanti, soprattutto sul piano personale, e non gliela si può "presentare" proponendola in modo approssimativo e superficiale.
   Abbiamo voluto che le storie partissero dai nostri allievi quindi, per avvicinare i ragazzi al lavoro sulla drammaturgia, è stato chiesto d'inventare un breve canovaccio(circa dieci minuti)stando molto attenti a seguire dei precisi parametri per la realizzazione della vera e propria storia.

giovedì 20 novembre 2008

Sesto incontro alla "N.Sauro": Fidarsi di sé e degli altri

   Il sesto incontro con i ragazzi è stato caratterizzato da esercizi volti a creare fiducia tra tutti i componenti del gruppo.

Arrivo degli animatori – IL RISCALDAMENTO (20 MIN)
   Il riscaldamento questa volta ha previsto i medesimi esercizi della volta precedente (candela e voce), con l'aggiunta dell'interazione fra i membri delle coppie.
   Durante la candela è stato chiesto ai ragazzi di aiutare, a turno, il proprio compagno ad effettuare in modo corretto la discesa e la risalita, cercando di prestare attenzione alle tensioni fisiche che potevano crearsi nel corpo dell'amico aiutandolo a sciogliersi.
   Durante gli esercizi di respirazione i ragazzi dovevano aiutare il proprio compagno ad inspirare ed espirare seguendo bene tutti i passaggi (pancia, torace,breve apnea ed espirazione).
   Lo scopo è stato quello di far interagire i ragazzi a stretto contatto, implicando un approccio molto intimo, che può destare per alcuni imbarazzo e difficoltà nel lasciarsi andare, ma indispensabile per avvicinarli in modo da creare un clima di fiducia nel gruppo.
   Si ricorre in definitiva ad un'idea molto pratica che dimostra cosa si può ottenere utilizzando come materiale il proprio corpo in movimento.
   Come risultato i ragazzi sono stati molto attenti e seri durante l'esecuzione degli esercizi, dimostrando buona volontà al fine di creare un clima di fiducia nel gruppo e rispetto per i compagni di corso. Un allenamento all'attenzione, al controllo delle fasi come dei piccoli gesti, alle possibilità di articolazione del proprio corpo e di quello degli altri.
   Nelle nostre procedure è stata una piacevole sorpresa lo sperimentare il piacere di muoversi in due e l'osservare dall'esterno un bel movimento, facile, eseguibile da chiunque, non solo da quelli più bravi che hanno dimestichezza con la danza o con altre pratiche sportive.


martedì 18 novembre 2008

Quinto incontro alla "N.Sauro": Lo spazio sonoro e lo strumento voce

   Il quinto incontro con i ragazzi ha compreso degli esercizi volti alla conoscenza e al corretto utilizzo dello spazio sonoro e dello strumento voce.


Arrivo degli animatori – IL RISCALDAMENTO (25 MIN)

   Il riscaldamento è stato suddiviso questa volta in due grandi esercizi: la candela sonora e lo strumento voce.
    Per la candela sonora i ragazzi sono stati disposti lungo tutto il perimetro dell'aula con la faccia rivolta verso il muro. Al segnale di inizio dell'animatore è stato richiesto loro di eseguire la candela cercando di ascoltare con molta concentrazione il ritmo della musica e stando molto attenti a non farsi distrarre dal modo in cui il vicino eseguiva l'esercizio.
   Per lo strumento voce è stato chiesto ai ragazzi di sdraiarsi supini sul pavimento con le braccia lungo i fianchi in posizione di totale rilassamento.
   Si è quindi eseguito un esercizio, diviso i tre fasi, per imparare a respirare bene:
- INSPIRAZIONE: attraverso le narici inspirare cercando di concentrare l'aria nella zona diaframmatica - addominale.
- APNEA: trattenere il respiro per quattro secondi circa.
- ESPIRAZIONE: aiutandosi con il diaframma e la muscolatura addominale, spingere l'aria verso il torace e quindi all'esterno.
   Al segnale dell'animatore cominciano ad inspirare ed espirare seguendo attentamente le modalità di respirazione suggerite dall'insegnante. Durante l'inspirazione devono prima di tutto immagazzinare tutta l'aria possibile nella pancia, continuare poi a riempire il torace sino alla sua totale dilatazione. Al momento dell'espirazione, in seguito ai quattro secondi di apnea, i ragazzi devono immaginare di spingere tutta l'aria raccolta in un punto sul soffitto per poi ritornare allo stato di relax iniziale.
   I nostri allievi hanno ripetuto più volte l'esercizio dandosi dei tempi diversi di inspirazione ed espirazione in modo da gestire consapevolmente la propria capacità respiratoria e la propria riserva d'aria.
  Lo scopo dell'esercizio della candela, svolto con il viso rivolto al muro, è quello di migliorare la concentrazione e il perfezionamento dell'equilibrio. I ragazzi hanno così potuto effettuare l'esercizio ponendo una giusta attenzione a sé stessi e al ritmo della musica.
   L'esercizio seguente, necessario per una corretta respirazione, è stato introdotto nel riscaldamento per cominciare ad avvicinare i ragazzi al corretto utilizzo di questo strumento sulla scena.
   Come risultato i ragazzi, lasciati completamente liberi alla percezione del ritmo esterno ed interno, hanno riscontrato qualche difficoltà nell'esecuzione omogenea dell'esercizio, infatti nonostante la presenza della musica a guidarli, ognuno ha eseguito la candela con ritmi completamente diversi.
   Questo risultato può avere una lettura positiva in quanto dimostra che i ragazzi si sono concentrati ad ascoltare il proprio ritmo interno, ma allo stesso tempo la finalità dell'esercizio, combinare insieme il ritmo interno con quello esterno, non è stato nel complesso raggiunto.
   Durante l'esercizio di respirazione i ragazzi hanno compreso bene i vari passaggi per la completa respirazione eseguendoli con discreta efficacia.

giovedì 6 novembre 2008

Quarto incontro alla "N.Sauro": Lo strumento corpo

   Il quarto incontro con i ragazzi ha previsto l'attuazione di esercizi rivolti alla conoscenza e al corretto utilizzo dello strumento corpo.

   Questo incontro è stato svolto in uno stile diverso rispetto agli incontri precedente: si è scelto di ridurre ai minimi termini il riscaldamento dato il tema della giornata e sempre per questa ragione si è scelto di non fare il viaggio fantastico. Inoltre essendo ormai la quarta lezione del laboratorio si è voluto parlare ai ragazzi dei limiti e delle regole che un attore deve sostenere per diventare tale, regole che si ripropongono nella vita di tutti i giorni e limiti che educano al rispetto dell'altro. Regole per divertirsi e limiti per essere liberi. E' così che per comprendere l'importanza dello strumento corpo, per capire quanto la comunicazione non sia solo verbale, la lezione è partita con un interessante studio sul silenzio.

ORE 14.00
Arrivo degli animatori  IL SILENZIO DI CAGE "4.34 sec"(+6 min. circa)
   Per iniziare questo incontro abbiamo voluto sperimentare assieme ai ragazzi Il silenzio di John Cage: musicista che ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio del silenzio e di tutte le componenti che esso può racchiudere ovvero un campo calcolato di silenzio che rimette in questione la tradizione propria dell'uomo occidentale d'imporre la sua volontà sull'arte e l'ambiente.
   Per Cage il silenzio è l'assenza di qualsiasi intenzione.
   L'esperimento ha previsto la disposizione dei ragazzi in cerchio senza dargli alcuna spiegazione di cosa si sarebbe andato a fare, in seguito, noi animatori, in perfetto silenzio, abbiamo fatto trascorrere un minuto e trentaquattro sec.
   Lo scopo era quello di osservare come i ragazzi reagivano durante il silenzio per poi, al termine del tempo, spiegare loro l'importanza del silenzio e del saper ascoltare. Stare in silenzio non è facile e tanto meno lo è saper ascoltare, ma tali capacità, se allenate, possono aiutare a recepire meglio gli input che ci vengono dall'esterno e dall'interno (il nostro corpo appunto).
   Come conseguenza di questa capacità adeguatamente affinata riusciremo a mettere in pratica efficacemente ciò che recepiamo dall'esterno, imparando nello stesso momento a conoscere meglio il mondo che è dentro ognuno di noi, per poi poterlo esprimere chiaramente agli altri(esercizio "come mi vedo come ti vedo"). 
   Il risultato è stato ovviamente, essendo stati i ragazzi presi completamente alla sprovvista, che la maggior parte ha avuto delle serie difficoltà a rimanere in silenzio; c'è chi ha continuato a ridere e chi non è riuscito a stare fermo nemmeno per un secondo: tutte reazioni prevedibili quando si prova un certo disagio o imbarazzo in una situazione.
   A margine di questo intervento gli operatori hanno voluto tenere un breve, ma significativo intervento sui comportamenti che i nostri allievi dovranno adottare da qui fino alla fine del corso: in sintesi, abbiamo chiesto ai ragazzi di porre maggiore attenzione durante le varie sedute settimanali.
   E' indispensabile che essi non chiacchierino inutilmente durante le spiegazioni e che non si distraggano continuamente nello spazio di tempo intercorso tra la fine di un esercizio e l'inizio di un altro.
   Siamo convinti che con un maggior ascolto i nostri allievi avranno modo di imparare di più e, di conseguenza, trovarsi più adeguatamente preparati all'esecuzione delle performance richieste. Non si è voluto essere intimidatori ma comunque fare un discorso che ponesse alla fine un semplice parametro ovvero far capire ai ragazzi che l'unico modo per divertirsi, imparare e crescere è il rispetto delle suddette regole. I ragazzi sono così stati invitati a scegliere se volevano restare nel laboratorio abbracciando questa linea non austera ma determinata o in totale libertà di lasciare il corso. Tutto si è svolto serenamente e senza turbamenti di sorta dando come risultato un gruppo più compatto, più attento ma soprattutto un insieme di persone pronta a giocare e a divertirsi sfruttando appieno tutto il tempo a disposizione.