giovedì 6 novembre 2008

Quarto incontro alla "N.Sauro": Lo strumento corpo

   Il quarto incontro con i ragazzi ha previsto l'attuazione di esercizi rivolti alla conoscenza e al corretto utilizzo dello strumento corpo.

   Questo incontro è stato svolto in uno stile diverso rispetto agli incontri precedente: si è scelto di ridurre ai minimi termini il riscaldamento dato il tema della giornata e sempre per questa ragione si è scelto di non fare il viaggio fantastico. Inoltre essendo ormai la quarta lezione del laboratorio si è voluto parlare ai ragazzi dei limiti e delle regole che un attore deve sostenere per diventare tale, regole che si ripropongono nella vita di tutti i giorni e limiti che educano al rispetto dell'altro. Regole per divertirsi e limiti per essere liberi. E' così che per comprendere l'importanza dello strumento corpo, per capire quanto la comunicazione non sia solo verbale, la lezione è partita con un interessante studio sul silenzio.

ORE 14.00
Arrivo degli animatori  IL SILENZIO DI CAGE "4.34 sec"(+6 min. circa)
   Per iniziare questo incontro abbiamo voluto sperimentare assieme ai ragazzi Il silenzio di John Cage: musicista che ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio del silenzio e di tutte le componenti che esso può racchiudere ovvero un campo calcolato di silenzio che rimette in questione la tradizione propria dell'uomo occidentale d'imporre la sua volontà sull'arte e l'ambiente.
   Per Cage il silenzio è l'assenza di qualsiasi intenzione.
   L'esperimento ha previsto la disposizione dei ragazzi in cerchio senza dargli alcuna spiegazione di cosa si sarebbe andato a fare, in seguito, noi animatori, in perfetto silenzio, abbiamo fatto trascorrere un minuto e trentaquattro sec.
   Lo scopo era quello di osservare come i ragazzi reagivano durante il silenzio per poi, al termine del tempo, spiegare loro l'importanza del silenzio e del saper ascoltare. Stare in silenzio non è facile e tanto meno lo è saper ascoltare, ma tali capacità, se allenate, possono aiutare a recepire meglio gli input che ci vengono dall'esterno e dall'interno (il nostro corpo appunto).
   Come conseguenza di questa capacità adeguatamente affinata riusciremo a mettere in pratica efficacemente ciò che recepiamo dall'esterno, imparando nello stesso momento a conoscere meglio il mondo che è dentro ognuno di noi, per poi poterlo esprimere chiaramente agli altri(esercizio "come mi vedo come ti vedo"). 
   Il risultato è stato ovviamente, essendo stati i ragazzi presi completamente alla sprovvista, che la maggior parte ha avuto delle serie difficoltà a rimanere in silenzio; c'è chi ha continuato a ridere e chi non è riuscito a stare fermo nemmeno per un secondo: tutte reazioni prevedibili quando si prova un certo disagio o imbarazzo in una situazione.
   A margine di questo intervento gli operatori hanno voluto tenere un breve, ma significativo intervento sui comportamenti che i nostri allievi dovranno adottare da qui fino alla fine del corso: in sintesi, abbiamo chiesto ai ragazzi di porre maggiore attenzione durante le varie sedute settimanali.
   E' indispensabile che essi non chiacchierino inutilmente durante le spiegazioni e che non si distraggano continuamente nello spazio di tempo intercorso tra la fine di un esercizio e l'inizio di un altro.
   Siamo convinti che con un maggior ascolto i nostri allievi avranno modo di imparare di più e, di conseguenza, trovarsi più adeguatamente preparati all'esecuzione delle performance richieste. Non si è voluto essere intimidatori ma comunque fare un discorso che ponesse alla fine un semplice parametro ovvero far capire ai ragazzi che l'unico modo per divertirsi, imparare e crescere è il rispetto delle suddette regole. I ragazzi sono così stati invitati a scegliere se volevano restare nel laboratorio abbracciando questa linea non austera ma determinata o in totale libertà di lasciare il corso. Tutto si è svolto serenamente e senza turbamenti di sorta dando come risultato un gruppo più compatto, più attento ma soprattutto un insieme di persone pronta a giocare e a divertirsi sfruttando appieno tutto il tempo a disposizione.


RISCALDAMENTO (10 min)

   Il riscaldamento questa volta ha previsto solo l'esercitazione sulla candela, dato che già lo step avrebbe previsto esercizi volti all'utilizzo del corpo.
   Si è cercato di far bene l'esercizio della candela (usando tempi giusti): bisogna sentire le parti del corpo che si piegano sempre più lentamente, per poi lasciarsi completamente andare giù; in seguito, per ritornare su, bisogna compiere le stesse procedure al contrario rispettando sempre i tempi giusti. Questa volta però la candela è stata fatta da un volontario, messo al centro del cerchio, sotto gli occhi attenti del resto del gruppo; il nostro allievo ci ha fatto vedere (al meglio delle sue possibilità) una buona esecuzione dell'esercizio.
   Lo scopo era osservare se i ragazzi, dopo l'esercitazione precedente, avevano cominciato a capire l'importanza dello stare in silenzio durante un'esercitazione. Per il volontario invece questo esercizio è servito ad allenare la capacità di ascolto del proprio corpo durante tutta l'esecuzione della candela.
   Come risultato i ragazzi sono stati molto attenti durante l'esercizio del compagno potendo così vedere come si esegue correttamente l'esercizio. Il ragazzo al centro ha capito anche lui come si effettua correttamente la candela (usando i tempi giusti) sperimentandola direttamente sul proprio corpo, sentendo le varie fasi dell'esercizio in muscoli che "non pensava di avere" e questo soprattutto anche grazie al silenzio che i compagni avevano mantenuto durante l'esecuzione.


GLI SNODI (4min.)

   Questo esercizio va ad allenare gli snodi del proprio corpo: collo, spalle, gomiti, polsi, bacino, ginocchia e caviglie.
   Ai ragazzi, ad esempio per muovere l'articolazione della caviglia, gli viene detto di tracciare con la punta del piede le cifre da 0 a 9 tenendo la gamba ferma e leggermente sollevata da terra.
   Lo scopo era allenare i ragazzi ad usare gli snodi del corpo al massimo delle proprie possibilità al fine di sfruttarli al meglio, renderli espressivi e caratteristici sul palcoscenico
   Come risultato i ragazzi si sono molto divertiti a immaginare di disegnare nello spazio i numeri anche perché, per fare in modo che l'esercizio venga eseguito correttamente, viene chiesto ai ragazzi di immaginare dei numeri molto grandi in modo da esercitare il corpo a fare dei movimenti molto ampi.


IL MANICHINO (8 min)

   I ragazzi sono distribuiti a coppie e devono a turno fare il manichino o il manipolatore del manichino.   Le uniche parti mobili del manichino sono esattamente gli snodi di cui abbiamo parlato prima, quindi per far assumere al compagno la posizione che vogliamo, dobbiamo andare a sollecitare proprio quelle zone del corpo. Attenzione però perché il manichino non è rilasciato su se stesso ma è rigido quindi si chiederà ai ragazzi di prestare attenzione alla parti da tenere ferme per contrastare il movimento della parte che voglio muovere. Ad esempio, se voglio muovere il gomito devo tenere fermo il bacino del compagno che altrimenti seguirà la direzione del gomito e così per tutte le altre parti del corpo.
   Lo scopo era far divertire i ragazzi nell'inventarsi le posizioni da far assumere al manichino e al tempo stesso portarli ad esercitarsi sugli snodi e le resistenze del corpo.
   Come risultato i ragazzi si sono molto divertiti a far mettere il compagno nelle posizioni più strane ma al tempo stesso si sono sforzati di capire i contrasti presenti tra le parti da muovere e quelle da tenere ferme.


LA MARIONETTA (8 min)

   Questo esercizio serve anch'esso a lavorare sugli snodi del corpo ma con una condizione del corpo opposta a quella del manichino. Infatti la marionetta è rilasciata su se stessa e sostenuta solo dai fili che il burattinaio dovrà manovrare per fargli compiere i movimenti.
   Ai ragazzi è consigliato di accompagnare la manovra dei fili con un suono che indichi la velocità con cui sta facendo muovere quella parte del corpo al compagno. Anche questa volta i ragazzi sono disposti a coppie e a turno faranno il burattinaio o la marionetta.
   Lo scopo è portare la marionetta al massimo stato di tensione dei fili, passando dalle singole sezioni del corpo, per poi tagliarli, uno per volta, e riportare il compagno allo stato di rilascio del corpo.
   Come risultato i ragazzi anche in questo esercizio si sono molto divertiti a creare posizioni divertenti per le proprie marionette e particolare ilarità è stata suscitata dalla possibilità di accompagnare la manovra dei fili con i suoni.


SUDDIVISIONE DEI GRUPPI DI TEATRO E DANZA: LA DANZA ALGORITMICA (30 min.) 

   Per esercitare i ragazzi a lavorare in gruppo in modo coordinato mantenendo un ritmo unitario gli abbiamo fatto fare degli esercizi prima molto semplici, come battere le mani seguendo il ritmo della musica per poi complicarli man mano.
   Siamo passati a coordinare il battito delle mani con la marcia, singola e poi in fila, concludendo gli ultimi minuti con un iniziale approccio ai passi della coreografia.
   Lo scopo era far comprendere ai ragazzi che ognuno di noi, ha una propria percezione del ritmo e una propria risposta ad esso in base alle caratteristiche del proprio corpo.
   Come risultato ai primi tentativi di coreografia i ragazzi si sono resi conto che nel momento in cui cominciavano a muoversi i loro movimenti risultavano leggermente sfasati rispetto al ritmo della musica e che alcune combinazioni di movimenti, seppur molto semplici a prima vista, risultavano difficili da realizzare.


GLI ELETTRODOMESTICI

   Con il gruppo di teatro si passa ad un lavoro di "Improvvisazioni Concordate", dove si prevede che i ragazzi si accordino preventivamente su ciò che si andrà a rappresentare nel mese di dicembre, definendo in maniera chiara a tutti i componenti i seguenti parametri:
- CHI: l'identità di ciascun personaggio
- DOVE: il luogo nel quale si svolge l'azione
- QUANDO: il tempo nel quale si svolge l'azione
- PERCHE': il motivo per il quale si svolge l'azione
- L'INIZIO: esattamente come comincia l'improvvisazione
- LA FINE: esattamente come si conclude l'improvvisazione
   Con le Improvvisazioni Concordate si entra in una fase di lavoro nella quale diventa necessario esercitarsi in piccoli gruppi e raggiungere un accordo sulle storia da raccontare e questo, oltre ad essere di stimolo per la creatività, costringe a trovare un'intesa per raggiungere un risultato soddisfacente.


CONCLUSIONE (5 min.)
   Dopo questo intenso incontro i ragazzi sono stati portati a riflettere sullo scopo globale della giornata e uno di loro ha poi aggiunto la tappa "Utilizzo dello strumento corpo" sul Serpentone.



Emanuele Morandi

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