giovedì 20 novembre 2008

Sesto incontro alla "N.Sauro": Fidarsi di sé e degli altri

   Il sesto incontro con i ragazzi è stato caratterizzato da esercizi volti a creare fiducia tra tutti i componenti del gruppo.

Arrivo degli animatori – IL RISCALDAMENTO (20 MIN)
   Il riscaldamento questa volta ha previsto i medesimi esercizi della volta precedente (candela e voce), con l'aggiunta dell'interazione fra i membri delle coppie.
   Durante la candela è stato chiesto ai ragazzi di aiutare, a turno, il proprio compagno ad effettuare in modo corretto la discesa e la risalita, cercando di prestare attenzione alle tensioni fisiche che potevano crearsi nel corpo dell'amico aiutandolo a sciogliersi.
   Durante gli esercizi di respirazione i ragazzi dovevano aiutare il proprio compagno ad inspirare ed espirare seguendo bene tutti i passaggi (pancia, torace,breve apnea ed espirazione).
   Lo scopo è stato quello di far interagire i ragazzi a stretto contatto, implicando un approccio molto intimo, che può destare per alcuni imbarazzo e difficoltà nel lasciarsi andare, ma indispensabile per avvicinarli in modo da creare un clima di fiducia nel gruppo.
   Si ricorre in definitiva ad un'idea molto pratica che dimostra cosa si può ottenere utilizzando come materiale il proprio corpo in movimento.
   Come risultato i ragazzi sono stati molto attenti e seri durante l'esecuzione degli esercizi, dimostrando buona volontà al fine di creare un clima di fiducia nel gruppo e rispetto per i compagni di corso. Un allenamento all'attenzione, al controllo delle fasi come dei piccoli gesti, alle possibilità di articolazione del proprio corpo e di quello degli altri.
   Nelle nostre procedure è stata una piacevole sorpresa lo sperimentare il piacere di muoversi in due e l'osservare dall'esterno un bel movimento, facile, eseguibile da chiunque, non solo da quelli più bravi che hanno dimestichezza con la danza o con altre pratiche sportive.




IL SOLLEVAMENTO (10 MIN)

   I ragazzi sono stati divisi in gruppi di cinque persone e disposti attorno ad una sedia.
  Uno di loro si è seduto mentre gli altri quattro, in piedi, avevano il compito di sollevare il compagno utilizzando solo due dita ciascuno.
   Due ragazzi hanno posizionato le due dita appaiate sotto le ascelle del compagno, mentre gli altri due sotto l'incavo delle ginocchia.
   Quando tutto il gruppo si è sentito abbastanza concentrato ha dato il via al sollevamento del compagno dalla sedia.
Lo scopo era quello di portare i ragazzi a comprendere l'importanza del lavoro di squadra e credere nella forza del gruppo.
   La preparazione fisica è una parte fondamentale del laboratorio.
  Il lavoro didattico necessita di una preparazione fisica che consenta un elevata performance in molteplici aree, quali resistenza muscolare, forza esplosiva, agilità, elasticità, coordinazione: senza una giusta preparazione non è infatti possibile eseguire la parte tecnica in modo adeguato.
   Come risultato i ragazzi si sono molto divertiti a sollevare i tutti compagni, specialmente quando vedevano che riuscivano a sollevare anche quelli più fisicamente imponenti.
   Uno sviluppo fisico completo ed armonioso ha portato i nostri allievi sia alla massima performance che ad un equilibrio interiore che oggi si potrebbe rivelare un ideale di "fitness" e "wellness", attività ben al di là dei normali canoni forse "superficiali" proposti dalle normali attività da palestra quali aerobica, pesistica, ecc.


LA GRANDE SEDUTA (10 min.)

   Tutti i ragazzi, disposti in un grande cerchio, sono stati invitati ad avvicinarsi ognuno spalla contro spalla.
   A questo punto tutti si sono girati verso destra dando la spalla sinistra al centro del cerchio (la stessa cosa avverrebbe girando a sinistra l'importante è che tutti si trovino girati dalla stessa parte). Al via dell'animatore hanno cominciato a sedersi, contemporaneamente, sulle ginocchia del compagno dietro.
   Lo scopo anche qui era dimostrare ai ragazzi come sia efficace la coesione del gruppo, attraverso la fiducia reciproca dei componenti.
   E' da sottolineare il fatto che determinate "pratiche" non servono solo ai fini dell'espressione teatrale, ma aiutano i nostri allievi a crescere più sicuri e sereni, capaci di maggiore fiducia, invitati a rispettare ed a porre una giusta attenzione verso i propri compagni.
   Come risultato i ragazzi si sono molto stupiti nell'osservare che non provavano fatica a sorreggere i compagni anche più pesanti. L'esercizio infatti è servito a stimolare ed ad affinare il rapporto con gli altri e nello specifico, col corpo degli altri.


SUDDIVISIONE IN GRUPPO TEATRO DANZA (40 min.)

   Il gruppo che sta svolgendo il lavoro sull'improvvisazione sta scoprendo pian piano quanto le cosiddette "azioni teatrali" vadano ben oltre la loro inconsapevole fantasia e (talvolta) smodata esuberanza.
   Nella seduta odierna, ad un certo punto, si è deciso che i ragazzi prendessero il posto di noi operatori (cioè diventassero ipotetici registi): dopo tutto un percorso, oltre i giochi e la spontaneità, i nostri allievi si sono sentiti forti di una consapevolezza diversa, e tutto questo grazie all'osservazione ed alla riflessione collettiva su tutto quello che hanno fin qui svolto.
   Secondo la Dott.ssa Ortensia Mele (esperta internazionale sulla formazione degli educatori) "il teatro e tutte le attività liberatorio-espressive sembra che proseguano soprattutto in due direzioni: da una parte permettono l'affiorare delle pulsioni istintuali e dei bisogni profondi dei ragazzi, dall'altra permettono di fissare le acquisizioni concettuali nella sfera emozionale e affettiva.
   Nel primo caso agiscono in senso de-condizionante, nel secondo conducono a forme particolari di consapevolezza vissuta attraverso l'intero corpo ed i sensi".
   Proseguendo con l'insegnamento della Danza Algoritmica, si cerca di lavorare coi nostri allievi in modo da migliorare i loro movimenti goffi ed approssimativi dovuti presumibilmente al loro timore di "sbagliare".
   Pur mantenendo un atteggiamento serio e risoluto (e ciò lo si deduce dalla loro concentrazione verso i passi e le figure e dalla loro attenzione riservata verso l'istruttrice ed i compagni che hanno accanto) si cerca di agire coi ragazzi mettendo in primo piano il "loro" corpo che "sente" la musica, che risponde, che si muove e che trova piena completezza nell'espressione.
   Dopo aver interiorizzato ed assimilato il ritmo, si sono potuti inserire passi e figure che probabilmente non saranno proprio eseguiti alla perfezione da tutti (il nostro scopo non è certo quello di farli diventare ballerini professionisti), ma senz'altro saranno autentici.


CONCLUSIONE (5 min)
   Al termine dell'incontro è stato chiesto ai ragazzi quale fosse stata secondo loro lo scopo della giornata trascorsa insieme per applicare poi sul Serpentone il cartello con scritto "fidarsi di se stessi e degli altri"



Emanuele Morandi
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