mercoledì 17 dicembre 2008

Relazione di fine semestre alla N. Sauro

   Il laboratorio si svolge in due parti legate rispettivamente al primo e al secondo semestre. Qui di seguito le conclusioni della prima parte:

PRIMA PARTE
   La prima parte, propedeutica al lavoro teatrale, è consistita in un percorso didattico incentrato sulla comunicazione, sulle modalità espressive del corpo e della voce nella relazione con se stessi, con lo spazio al di fuori del "sé" e con l'altro.
   Il lavoro sull'insegnamento delle tecniche teatrali si è rivolto verso:
- La comunicazione
Elementi di comunicazione logica, analogica e integrale nell'espressività corporea e vocale.
- Il corpo e la sua conoscenza
Esercizi di respirazione, concentrazione, controllo e coordinamento motorio, equilibrio, mimica gestuale, mimica facciale, acrobatica elementare.
- La voce e la sua conoscenza
Esercizi per la conoscenza e l'educazione del mezzo vocale: emissione del suono, altezza, volume e timbro, risuonatori corporei, elementi di dizione.
- Il ritmo e l'armonia in relazione al gesto e alla parola
Esercizi di coordinamento fra gesto, parola, ritmo e armonia musicale: tempi pari e tempi dispari, contare il tempo, la ripartizione in battute, tempi in battere e tempi in levare, la gestualità ritmica, ritmo interno e ritmo esterno.
- La relazione con se stessi
Esercizi per la conoscenza ed il controllo della propria espressività gestuale e vocale: apertura e chiusura, centro energetico, irradiamento.
- La relazione con lo spazio (scenico)
Esercizi per la conoscenza dello spazio scenico fisico e temporale in funzione della rappresentazione: unità di luogo e di tempo, delimitazione e regole dello spazio scenico, feedback interattivo.
- La relazione con "l'altro"
Esercizi in coppia ed in gruppo per lo studio delle interazioni: azione e reazione, posizione up e down, convergenza e conflitto.
- L'improvvisazione
Esercizi per lo studio dell'improvvisazione: regole dell'improvvisazione, improvvisazione libera e concordata, improvvisazione a tema, appuntamenti, battute.
- La creatività
Esercizi per stimolare ed accrescere la creatività: analisi dei contenuti fantastici, invenzione e costruzione dei testi, invenzione delle situazioni sceniche, variazioni sui temi.
- La recitazione
Primi elementi per affrontare un ruolo: codificazione e ripetizione della parte improvvisata, l'improvvisazione come punto di partenza per la costruzione del personaggio.

giovedì 11 dicembre 2008

Nono incontro alla "N.Sauro": L'improvvisazione



   Saper Improvvisare costituisce una capacità essenziale nel lavoro dell'attore, lo prepara agli imprevisti, lo stimola ad una creatività continua e lo rende potenzialmente recettivo davanti a qualsiasi situazione narrativa.
   Da un punto di vista didattico insegnare ai bambini l'arte dell'improvvisazione significa prepararli all'inaspettato aiutandoli a plasmarsi attraverso l'ausilio della fantasia e del gioco.
   Improvvisare richiede di saper ricreare dal nulla una situazione di raffronto, una dinamica di azioni che risulti al contempo credibile; per fare questo bisogna riuscire nell'immediatezza a ripescare dentro di sé le emozioni provate durante esperienze private, uniche e personali, per poi riuscire a riportarle alla superficie di fronte al pubblico.
   Ciò implica una certa auto-analisi, che non va però confusa con lo psicodramma: l'educatore-insegnante può osservare reazioni e comportamenti e indagare sulle problematiche che scaturiscono inevitabilmente da questo tipo di attività.
  Possiamo individuare due principali generi d'improvvisazione: quella verbale, fatta di parole e di espressioni vocali e quella non-verbale costituita da gesti e movimenti.
   Improvvisare quindi, oltre ad essere un'occasione per creare un percorso teatrale dal quale far nascere un'azione scenica, diventa un momento di verifica per mezzo del quale il ragazzo può confermare tutto ciò che ha imparato in precedenza durante lo svolgimento degli esercizi dedicati alla voce, alla gestualità, al rapporto con l'altro e con se stesso; fino a quelli relativi alla formulazione del sottotesto.

giovedì 4 dicembre 2008

Ottavo incontro alla "N.Sauro": Il sottotesto

   Il sottotesto è da considerarsi parte essenziale dell'azione teatrale soprattutto perché risponde ad una domanda ben precisa: "Perché?".
   Cogliere il corretto "perché" di ogni azione teatrale aiuta l'attore ad esprimere più efficacemente tutto ciò che sta dietro e dentro le parole, ad arricchirle di significati ben precisi. 
   Dietro a questo semplice concetto risiede la meraviglia della recitazione che si completa solo nel momento in cui è accompagnata da originalità e arguzia. Il ragazzo impara così a saper leggere oltre gli stereotipi e a creare un personaggio che trovi nel singolo interprete doti e caratteristiche uniche ed originali. Il testo, per divenire "evento" teatrale, va interpretato e messo in scena.
   La creazione del sottotesto costituisce di per sé una fase di assoluta importanza nell'ambito di un laboratorio teatrale.
   Quest' attività spinge il ragazzo non solo all'interpretazione personale, ma all'indagine vera e propria del personaggio e quindi alla formulazione fantasiosa, ma verosimile, delle sue caratteristiche. Se il testo nasce da un atto di improvvisazione il sottotesto sarà il parto naturale di questa azione. E' un primo passo creativo e immediato: si crea un personaggio e, nello stesso tempo, se ne costruisce "l'anima", ovvero le sue motivazioni intrinseche. 
   Tutta un'altra questione è invece quella che parte da un testo precostituito che deve essere studiato ed indagato per trovare le possibili e verosimili motivazioni che stanno dietro al personaggio. Un'operazione che deve essere svolta obbligatoriamente se, come risultato, non si vuole ottenere un personaggio falso o "vuoto".    Per questa ragione è importante abituare i ragazzi a cercare nel loro vissuto le soluzioni teatrali, chiedendo sempre "perché", "cosa c'è dietro quel personaggio" e mai il "come". 
   Il seguente esercizio ha lo scopo di chiarire gli elementi propri del sottotesto, e di esercitarsi per definire il contesto e la situazione. Esso avvia anche il discorso sui ruoli, e sul concetto di rapporto.