giovedì 27 novembre 2008

Settimo incontro alla "N.Sauro": Il canovaccio

   Il settimo incontro con i ragazzi ha previsto un primo approccio verso la creazione della drammaturgia che verrà poi presentata al saggio finale di Maggio.
   Dopo tanti giochi, esercizi, improvvisazioni ed azioni teatrali che sono stati diretti ed eseguiti negli incontri precedenti (e trattati in una maniera del tutto indipendente da un possibile prodotto finale),affrontiamo il modo in cui si costruiscono le storie per la rappresentazione teatrale, ossia per lo spettacolo.
   Da rimarcare il fatto che questa pratica non è lo scopo principale del Teatro Impertinente, né delle nostre attività di animazione; per quanto interessante e piacevole, si tratta comunque di un duro lavoro, e non viene affrontato con leggerezza.
   Nel nostro lavoro non pensiamo di utilizzare un testo teatrale già pronto, e di distribuire le parti ai ragazzi facendo loro imparare a memoria le battute: in questo modo si rischia di far loro del male, perché, come speriamo di aver esemplificato nei nostri incontri, l'espressione teatrale è un'attività molto importante per i nostri partecipanti, soprattutto sul piano personale, e non gliela si può "presentare" proponendola in modo approssimativo e superficiale.
   Abbiamo voluto che le storie partissero dai nostri allievi quindi, per avvicinare i ragazzi al lavoro sulla drammaturgia, è stato chiesto d'inventare un breve canovaccio(circa dieci minuti)stando molto attenti a seguire dei precisi parametri per la realizzazione della vera e propria storia.

   Tali parametri sono:
- Il contesto
- La situazione
- I ruoli
- La storia

   I ragazzi sono stati inizialmente divisi in tre gruppi, a capo di ognuno è stato scelto dagli animatori un coordinatore che avrebbe avuto il compito di ascoltare e vagliare le idee di tutti i membri del proprio gruppo.
   Per i primi quaranta minuti i ragazzi sono stai lasciati completamente liberi di dare sfoggio della loro fantasia. In questo modo, lavorando in gruppi, i ragazzi sono riusciti a lavorare ad idee che per li divertissero senza opprimersi in tematiche che fossero invasive.

   E' fondamentale, infatti, lasciar fuori dal nostro laboratorio affanni, problemi e preoccupazioni giovanili; vogliamo giocare, come si suole dire, in campo neutro, ed il teatro è decisamente una tematica dell'extraquotidiano. I ragazzi devono aprirsi e magari risolvere i suddetti problemi in modo spontaneo, non devono mai sentirsi obbligati a farlo: per questo abbiamo scelto strumenti che si rivelano assolutamente pedagogici come il teatro ed il gioco.    Per i successivi minuti ogni gruppo è stato supportato da un animatore per fare ordine alle idee createsi e cominciare a delineare la trama della storia.
   Gli ultimi momenti sono stati dedicati alla verbalizzazione ed il coordinatore di ogni gruppo è stato invitato ad esporre la propria storia a tutti.
   Lo scopo è stato quello di far conoscere ai ragazzi gli elementi fondamentali della drammaturgia attraverso la forma più semplice da realizzare, il canovaccio. Attraverso la suddivisione in gruppi e soprattutto, attraverso l'azione del coordinatore, i ragazzi hanno sperimentato il vero lavoro di squadra, dove si comprende che ognuno può portare delle idee interessanti da realizzare attraverso l'ascolto e il rispetto reciproco.
   Come risultato i ragazzi si sono molto divertiti, in quanto hanno potuto mettere in gioco la propria fantasia.
Le storie che sono state esposte dai coordinatori sono state molto importanti anche per comprendere le dinamiche che hanno caratterizzato il lavoro di ogni gruppo.
   Ci sono state storie più semplici e lineari ma anche più fantasiose e complesse frutto di un buon lavoro di squadra da parte di ogni ragazzo.

CONCLUSIONE
   Al termine dell'incontro uno dei ragazzi ha attaccato al Serpentone la tappa della giornata: Il canovaccio.



Emanuele Morandi
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