domenica 14 febbraio 2010

Due anni d'intenso impegno


Il Teatro Impertinente
"Viva il teatro, dove tutto è finto e niente è falso."
                                                                                          Gigi Proietti


1. Introduzione Due anni di sperimentazione
   In questi due anni di lavoro il Teatro Impertinente ha raccolto informazioni sui metodi e sulle modalità più proficue per svolgere l'attività di educatore alla teatralità. È stato un periodo intenso, di studio e sperimentazione, nei quali il Teatro Impertinente si è mosso sostanzialmente in tre direzioni:
· I laboratori per i ragazzi
· I corsi di aggiornamento per insegnanti
· Le "tre giorni"
   Abbiamo voluto puntare soprattutto alla scuola che, nonostante i problemi economici è risultata essere comunque un luogo fertile e di importanza assoluta. La scuola, come la famiglia, oggi non sono più le sole istituzioni preposte all'educazione. In una società oramai traboccante di stimoli, nella quale i giovani - i quali non hanno ancora avuto modo di sviluppare sufficienti filtri critici per interagire con una realtà sempre più mediata da schermi, apparecchi telefonici, cartelloni pubblicitari e altro - sono quotidianamente immersi, i tradizionali centri di formazione risultano condannati ad una svantaggiata 'competizione' per catturare la loro l'attenzione e, soprattutto, la loro approvazione.
   Le nuove generazioni così iper-sollecitate risultano meno efficienti di un tempo nello sviluppare una fantasia autonoma, nello strutturare un racconto, nel ricorrere all'immaginazione. In questo quadro l'educazione alla teatralità diviene non solo utile ma di vitale importanza perché in grado di "oliare" un meccanismo inceppato.
   Il nostro intento è di contribuire professionalmente, al recupero di quelle funzionalità e attitudini in via di dissoluzione come le capacità comunicative, la formulazione di pensieri autonomi, la creatività, il gioco.
   Il nostro progetto è certamente ambizioso - e di questo siamo consapevoli - ma crediamo che lavorando sia con i ragazzi che con gli insegnanti si possa intervenire su un doppio canale e perciò essere doppiamente utili.

2. I corsi nelle scuole L'esperienza di Pontedassio.
   Il corso che abbiamo proposto presso la Scuola Media Statale "Nazario Sauro" di Pontedassio ha avuto come obbiettivo primario quello di aiutare i ragazzi a conoscere sé stessi e gli altri, facendo loro scoprire le proprie potenzialità fisico-espressive e ponendoli in condizione di metterle a disposizione del gruppo di lavoro.
   Il corso è durato dal 9 Ottobre 2008 al 13 Giugno 2009.
   Il programma si è sviluppato durante tutto l'anno scolastico con un incontro settimanale nelle giornate di giovedì pomeriggio (dalle 14.00 alle 15.30), da ottobre a giugno, con alcune giornate in più nei giorni antecedenti lo spettacolo finale. Vi hanno partecipato complessivamente tredici ragazzi di prima media.
   L'obiettivo del Laboratorio era eliminare le difficoltà di comunicazione e potenziare le capacità creative ed espressive dell'individuo, utilizzando metodi didattici propri del teatro. Attraverso un percorso teorico-pratico mirato all'acquisizione di nuovi e diversi tipi di linguaggio, i ragazzi hanno esplorato i vari aspetti delle relazioni interpersonali e sperimentato la conoscenza e l'uso del corpo e della voce, del ritmo, dell'armonia, del gesto e della parola, della recitazione e, in generale, delle leggi che regolano la messa in scena di uno spettacolo.
   L'intero programma è stato suddiviso in varie fasi che sono state affrontate di volta in volta dai ragazzi attraverso l'utilizzo di un cartellone a forma di serpente: alla fine di ogni lezione si è chiacchierato insieme allo scopo di farli ragionare sulle motivazioni degli esercizi svolti e quindi sul tema della giornata.
Il fine ultimo non è stato quello di formare attori, ma quello di liberare la loro creatività e, in secondo luogo, di formare spettatori consapevoli, fornendo loro gli strumenti necessari per un'appropriata lettura della rappresentazione teatrale.
   La gestione del gruppo è stata piuttosto impegnativa, ma la predisposizione degli spazi e l'organizzazione erano buone e hanno contribuito ad un risposta positiva del gruppo, sia dal punto di vista del profitto che dell'impegno.
   Infatti nel corso del laboratorio si sono notati cambiamenti tangibili non solo nel modo di recitare, parlare, farsi capire, ma anche nella fiducia acquisita dei propri mezzi espressivi .
   Per quanto riguarda i prossimi impegni a metà febbraio partirà un nuovo laboratorio di educazione alla teatralità presso l'ITC Ruffini di Imperia.
   Lavorare con i ragazzi delle superiori è sicuramente un esperienza stimolante ma impegnativa. Il percorso del laboratorio è studiato per aiutare i ragazzi, attraverso il metodo dell'improvvisazione, a sviluppare un pensiero autonomo e a interagire con gli altri membri del gruppo in maniera libera e personale. Al termine dell'esperienza andrà in scena un vero proprio spettacolo che, su uno spunto tematico scelto dalla scuola (la differenza di genere), vedrà i ragazzi lavorare in scena senza alcun tipo di lavoro sulla memoria bensì sull'improvvisazione e su un canovaccio.

3. Laboratori e corsi di aggiornamento Nuove soluzioni
   Il progetto consiste in una serie di laboratori che hanno come denominatore comune il ritrovamento delle proprie capacità comunicative, bagaglio fondamentale dell'attività dell'insegnante.
   L'obiettivo sarà il consueto cammino di "conoscenza" e socializzazione attraverso la scoperta del proprio corpo e della propria voce.
   Il laboratorio cercherà di promuovere percorsi "interiori" necessari e armonizzati alle capacità di ciascuno, che nello spazio scenico verranno rielaborate e arricchite.
   Questo lavoro è di estrema importanza perché, di solito, il partecipante adulto mette in campo resistenze maggiori rispetto ai bambini e ragazzi, perciò occorre prima di tutto aiutarlo a sciogliere i propri nodi comunicativi.
   Ogni corso - laboratorio (7 - 15 lezioni) potrà seguire un tema ben preciso: ciò permette alla scuola o all'ente di svolgere, durante l'anno, anche più corsi, a seconda delle disponibilità. Qui si seguito le tre tematiche, da noi pensate, su cui impostare i laboratori:
LE MASCHERE
Strumento forte del lavoro parateatrale sono le maschere: esse non sono solo i costumi, i vestiti o gli accessori usati in cerimonie di tipo carnevalesco. Le maschere, in senso lato, sono trasformazioni del nostro corpo nel mondo; controfigure ragionate che ci consentono di "alterare", momentaneamente, la nostra identità.
Con la maschera, insomma, possiamo andare oltre il nostro corpo e imboccare quel sentiero che dall'Ego ci porta all'Alter, che ci fa simultaneamente essere noi stessi e altro da noi. Inoltre la maschera è il "travestimento" quotidiano, la simulazione, la dissimulazione che, a differenti livelli, ciascuno di noi mette in atto quotidianamente.
L'IO E L'ALTRO
E' impossibile non comunicare: ogni essere vivente comunica con le parole, con i gesti, con i silenzi e condizione necessaria del comunicare è l'esistenza di un "ascoltatore"; Il gioco delle relazioni è continuo e da vita ad uno scambio che però non sempre raggiunge l'obiettivo di comprendersi. Questo laboratorio approfondisce dunque il meccanismo delle interazioni: azione e reazione, posizione up e down, convergenza e conflitto. Si utilizzano le più comuni tecniche teatrali combinandole con quelle pedagogiche e fornendo una via per migliorare la propria capacità di entrare in relazione aiutati da una rinnovata percezione di sé
FAVOLANDO: TRA FANTASIA E MEDITAZIONE
Questo tema, è fondamentale e uno dei più i usati dal Teatro Impertinente: la Fantasia è lo strumento più importante che possiede il bambino per difendersi ed è forse il "potere" che l'adulto rimpiange di più. Nel teatro, in virtù della sua componente soprattutto legata all'improvvisazione, la creatività diventa un ingrediente basilare. Ma l'inventiva più bella è quella che si mescola al sogno, quella che ci fa sentire, anche solo per un attimo, invincibili e meravigliosi.
Da questo assunto nasce l'esigenza di creare un metodo per attingere a quella fantasia sempre più congelata e isterilita dagli atteggiamenti culturali, dal "rumore" dei mezzi di comunicazione, dal divertimento confezionato e sempre meno spontaneo e creativo. Il percorso laboratoriale ha quindi lo scopo di riportarci in quell'attimo, lontano dal continuo frastuono di questa società che ha terrore del silenzio; creeremo dunque un luogo in cui allenare nuovamente l'immaginazione che si rischia di dimenticare definitivamente con l'età ed il cristallizzarsi troppo rigido del raziocinio.

   A breve, (dal 18 Febbraio al 25 Marzo), partirà un laboratorio presso Le Due Porte Arci Club di Genova, incentrato sul tema della Maschera, già citato.
   Il corso inizierà con un momento esplorativo interno al gruppo di lavoro sui temi del laboratorio, a cui parteciperanno anche i referenti del Circolo insieme agli operatori teatrali.
   Durante gli incontri si "allenerà" separatamente dapprima il corpo e poi il volto attraverso:
- Giochi teatrali
- Giochi di espressività
- Giochi con la propria voce
   Il percorso seguirà due progetti: il primo sarà rivolto alla Scoperta della maschera, mentre il secondo verterà sull'Utilizzo della maschera.

La Scoperta della maschera:
- La maschera neutra per privare l'attore della mimica facciale.
- Rigore, precisione e concisione nel movimento.
- La mimica facciale come risorsa per gestire meglio la propria
espressività.
- La mimica gestuale per evidenziare la sua forza drammatica.
- Generi e degeneri.
- Costruire una trama.
L'Utilizzo della maschera:
- L'acquisizione del proprio corpo.
- Lo studio della realtà circostante (aria, acqua, fuoco, terra).
- Interagire con l'altro.
- Il rapporto con l'altro (improvvisazioni su personaggi, rapporti e situazioni in coppia ed in gruppo).
- Osservare e immaginare.
- Improvvisazioni su colori e materie


4. Le "tre giorni" I corsi brevi
   Come assaggio del nostro lavoro è nostra abitudine proporre agli enti interessati una serie d'incontri chiamata " Tre giorni"
   Le Tre giorni consistono, per l'appunto, in tre incontri da due ore ciascuno, in cui facciamo partecipare attivamente gli insegnanti o i ragazzi a lezioni condensate che sono una sintesi dei nostri corsi principali.
   Questa modalità di presentazione permette agli utenti di valutare personalmente la possibile efficacia del nostro lavoro e al tempo stesso aiuta noi animatori, attraverso la pratica, a far conoscere le componenti basilari dei nostri progetti che non è sempre agevole comunicare con le sole parole.
   In questo modo ci siamo più volte proposti ad associazioni ed enti nella città d'Imperia, che hanno risposto in maniera positiva al nostro lavoro: dal 16 al 30 gennaio 2009 sono state effettuate tre giornate di Laboratorio Teatrale presso il centro per giovani "Spazio 139" sito nei locali di Villa Pizzorno (via Aurelia, 139) a San Bartolomeo al Mare, con un incontro settimanale al venerdì pomeriggio (16, 23 e 30
Gennaio) per un'ora e mezza a lezione. Questa associazione ci ha chiesto più volte di partecipare alle loro attività con dei "mini" laboratori e questa è, secondo noi, la miglior dimostrazione del buon successo di questa formula.
   Vi hanno partecipato complessivamente una dozzina di ragazzi, tutti dai 16 ai 20 anni
   Gli incontri si sono tenuti con le seguenti modalità:
I Lezione
- Esecuzione di esercizi volti alla presentazione e alla conoscenza di
tutti i componenti del gruppo.
II Lezione
-Esecuzione di esercizi dedicati principalmente all'improvvisazione.
III Lezione
- Ascolto delle impressioni e delle aspettative riguardanti il corso da
parte dei ragazzi.
- Abbiamo anche chiesto ai ragazzi se fossero interessati a seguire
un corso più lungo, sottolineando che una prospettiva del genere
avrebbe richiesto un impegno maggiore e una frequenza protratta nel
tempo ricevendo una risposta positiva.
   Dall'1 al 22 ottobre 2009 è stata effettuata un altra sessione di "Tre giorni", questa volta con la partecipazione di una decina di ragazzi dai 12 ai 18 anni.
   Il laboratorio ha fatto riferimento ad un'idea di teatro contemporaneo, libero da elementi recitativi e gestuali stereotipati che a volte accompagnano il teatro dei ragazzi.
   Lo scopo era quello di condurre i ragazzi verso il teatro mostrando che la fantasia e la creatività non escludono la disciplina e sviluppando le attitudini all'utilizzo dell'immaginazione e del movimento extraquotidiano.
   Le tre sedute laboratoriali si sono svolte con le seguenti modalità:
- Coinvolgimento dei ragazzi iscritti, in modo da effettuare una breve
presentazione del lavoro.
- Esecuzione di esercizi volti alla presentazione ed alla conoscenza di
tutti i componenti del gruppo.
- Esecuzione di esercizi dedicati principalmente all'improvvisazione:
attraverso questi esercizi, ognuno con modalità differenti, si è chiesto ai
partecipanti di mettere in gioco le proprie capacità improvvisative,
cercando di immedesimarsi nei diversi contesti suggeriti dall'animatore.
- Alla fine di ogni lezione si è effettuato un ascolto delle impressioni e
delle aspettative riguardanti il laboratorio da parte dei ragazzi.
Nel corso della "Tre Giorni" si sono visti incoraggianti cambiamenti nella
fiducia acquisita nei propri mezzi espressivi conseguita con la giusta
attenzione e l'impegno da parte di tutti i giovani.
   Questo conferma che, pur nella realtà così complessa che dobbiamo affrontare, il lavoro dell'animatore teatrale affiancato a quello degli educatori può liberare una creatività costante e nello stesso tempo comunicare senso della disciplina, collaborazione e responsabilità nei confronti di tutto il gruppo d'appartenenza.

5. Conclusione Progetti ad ampio respiro
   La formazione del Teatro Impertinente ha attivato recentemente un sito (www.teatroimpertinente.com), nel quale è possibile seguire le attività dei suoi componenti e i suoi progetti futuri. Insieme ad altri operatori culturali il Teatro Impertinente condivide la visione di un teatro necessario, che sia veramente "per tutti", secondo la famosa formula di Giorgio Strehler del 1947. Ci pare che, nonostante siano trascorsi sessant'anni da quella affermazione, il teatro non abbia ancora portato a termine la sua missione anche se la televisione sembra aver inglobato la massa del pubblico.
   Shakespeare aveva individuato il fine del teatro nel "porgere, si direbbe, uno specchio alla natura che mostri alla virtù il suo vero aspetto, al vizio la sua precisa immagine, di ogni età e di interi cicli storici, impronta e forma"[1] e G.B. Shaw lo considerava "una fucina di pensieri, una guida per la coscienza, un commentario della condotta sociale, una corazza contro la disperazione e la stupidità e un tempio per l'Elevazione dell'Uomo"[2].
In tutto ciò qual'è il ruolo del Teatro Impertinente?
   Noi abbiamo individuato uno dei nostri obiettivi nella formazione di un pubblico consapevole e coinvolto, disposto ad accettare proposte teatrali anche innovative, e disponibile a frequentare future sale teatrali che si attiveranno anche in questo Ponente un po' sonnacchioso.
   Nel nostro futuro c'è quindi l'elaborazione un progetto organico di animazione per la formazione di un pubblico costituito soprattutto da giovani generazioni di spettatori "volontari", attenti, consapevoli ed entusiasti.
   Questa attività di formazione, svolta in sinergia con l'attivazione di una stagione teatrale pilota, coinvolgerà dunque bambini e ragazzi in età scolare ma anche fasce adulte, per un costante orientamento verso forme teatrali di alto e sicuro valore.
Siamo consapevoli che ci vorrà tempo per vedere i frutti di un'azione che dovrà essere necessariamente lenta e graduale ma abbiamo in noi la forza di credere a questo sogno.

"Il n'est pas défendu d'attendre et il est toujours agréable d'espérer"
"Non è proibito aspettare, ed è sempre bello sperare".
G. Bizet, Carmen, atto II, scena II.


[1]  W. Shakespeare, Amleto, atto II, scena II.
[2] G.B.Shaw, Uomo e Superuomo

Posta un commento