venerdì 29 aprile 2011

Rimettere in Discussione

   Rimettere in Discussione è uno spettacolo sulla bulimia, sull'ossessione di una giovane donna in cerca della chiave per chiudere dentro il cassetto dei ricordi il suo stato di non vita, esorcizzando in primo luogo il senso di colpa che la possiede e urlando al cielo che basterebbe unicamente l'Amore per chiudere tutte le porte del male.
   Non saranno né il bene, né il male in sé ad assicurare la vittoria, ma la consapevolezza di un percorso di vita che vince e predomina su una sensazione di morte.
   Lo spettacolo affronta con graffiante ironia il tema, mescolando attimi di forte intensità a momenti in si riesce a sorridere.




Cadere è umano, rialzarsi
è il miracolo quotidiano
che ognuno può operare
in sé stesso.



Emanuele Morandi


mercoledì 6 aprile 2011

L'azienda Impertinente - Corso di formazione ed educazione alla teatralità

L'IDEA
   Il progetto consiste nella realizzazione di un percorso formativo che aiuti il dipendente e l’organizzazione a ragionare sulle dinamiche relazionali e comunicative dell’ambiente nel quale si trova quotidianamente a vivere ed operare. Il fine è quello di accrescere le consapevolezze su questo tema, di evidenziarne le criticità e di invitare a ri-semantizzare quanto emerso. Tutto ciò è concepito in vista di un investimento nella qualità del proprio modo di interagire con gli altri dipendenti, con se stessi e con l’ambiente lavorativo.
   Il metodo proposto è quello, all’interno della formazione esperienziale, del Teatro d’Impresa. Ci si avvarrà nello specifico di tecniche mutuate dal teatro sociale e dall’improvvisazione teatrale.

DESTINATARI
   La partecipazione a questo progetto è rivolta ai dipendenti e ai dirigenti che desiderino migliorare le proprie disponibilità comunicative e relazionali, applicandole alla loro quotidianità lavorativa e che desiderino accrescere una loro consapevolezza rispetto alle stesse.
   Non è richiesto alcun prerequisito o passata esperienza in ambito teatrale.

METODOLOGIA
   Il presupposto è quello di unire due contesti apparentemente lontani fra loro come il mondo del lavoro, fondato sull’organizzazione produttiva con obiettivi concreti e razionali di profitto, e l’arte del teatro, basata sulla finzione ludica e creativa finalizzata all’espressività e all’estetica. L’unione fra teatro e azienda è possibile con un approccio metaforico, interpretando il contesto organizzativo con la metafora teatrale e il teatro come metafora della vita sociale.
   Lo strumento teatrale, infatti, crea un livello di coinvolgimento che supera la sfera razionale e attiva anche il piano emotivo dei partecipanti. Le potenzialità maggiori si manifestano quando è necessario suggerire cambiamenti di mentalità e di atteggiamento alla persona, laddove la semplice prescrizione comportamentale tende a rivelarsi scarsamente efficace. Il cambiamento non sempre è accettato, sia questo di modalità organizzative, di pensiero o comportamentali; ecco allora che il teatro, proponendosi come gioco, crea uno spazio intermedio dove molte cose diventano possibili.

martedì 5 aprile 2011

Un Teatro Impertinente!

Chi siamo?
   Il Teatro Impertinente è una compagnia di animazione teatrale attiva dal 2007 attraverso la collaborazione congiunta di varie figure professionali legate all’ambito della pedagogia, del teatro e della formazione. Attivo nell’Imperiese e nel Varesotto, il T.Im. si è dedicato principalmente all’educazione teatrale con bambini e adulti, in ambito scolastico e non, realizzando interventi di educazione alla teatralità e corsi di formazione per insegnanti e operatori.



Che cosa propone il Teatro Impertinente?
   Tutti hanno il diritto di esprimersi e di comunicare i propri sentimenti e la metodologia teatrale offre concrete possibilità a chiunque vi si accosti, con la garanzia di non essere giudicato, ma semplicemente incoraggiato ad agire e a liberarsi dei propri grovigli interiori. L’obiettivo è incorniciare storie ed esperienze attraverso metodi, che per quanto differenti, sono comunque adatti ad un processo di narrazione.
   Lo strumento teatrale, infatti, crea un livello di coinvolgimento che supera la sfera razionale e attiva anche il piano emotivo dei partecipanti. Le potenzialità maggiori si manifestano quando è necessario suggerire cambiamenti di mentalità e di atteggiamento alla persona, laddove la semplice prescrizione comportamentale tende a rivelarsi scarsamente efficace. Il cambiamento non sempre è accettato, sia che si tratti di modalità organizzative, di pensiero o comportamentali; il teatro quindi, proponendosi come gioco, crea uno spazio intermedio dove molte cose diventano possibili.
   Ecco perché il teatro è un mezzo per dialogare e confrontarsi con i paradossi della società. Può quindi portare voci ed evidenziare silenzi con un'azione che favorisce la riflessione sulle tante differenze della realtà: differenze culturali, di modi di vivere, generazionali e di abilità.

sabato 2 aprile 2011

La prima sezione Impertinente

Teatro Sociale e Teatro Educazione

   Il teatro più adatto ai soggetti in fase di crescita, e quindi soprattutto a bambini e ragazzi. Fuori. Perché alcuni di questi corsi sono dedicati anche a coloro che sono ragazzi dentro, ossia chi ha voglia di creare, sperimentare, conoscere e interagire.
   Proprio per la loro impronta educativa questi sono i corsi dal carattere più ludico, dove ha un’importanza fondamentale il dualismo gioco-regole. Dualismo che può diventare facilmente/felicemente esplosivo: lavorare sui limiti, le convenzioni, capovolgerle per capirle, giocarci, ribaltare situazioni reali o diventare qualcosa d’altro attraverso il gioco drammatico.
   Esaminare e giocare il rapporto con se stessi, con gli altri, con l’ambiente, con la diversità sono i punti chiave di questi laboratori.



Isabella Biscaglia