lunedì 5 novembre 2012

Una scuola in Giallo - Laboratorio di cine-arte-teatralità


Premessa

Teatro, fotografia, cinema… tutti diversi dialetti di una stessa lingua: la personalità. Nell’età adolescenziale definire la propria identità è tutto, è così importante che si ricorre spesso a maschere per correggere o cambiare ciò che non piace. La scuola è poi il luogo delle maschere per eccellenza, perché vi sono ragazzi molto diversi costretti a vivere fianco a fianco. Costretti perché divisi in gruppi, divisi da gusti, abitudini, tendenze ecc. In questo contesto diviene ancora più importante svolgere un lavoro sull’integrazione. Del resto come i dialetti sono sfumature della lingua, la personalità dell’adolescente non deve essere motivo di divisione ma di unione: proprio come hanno già fatto le arti del teatro, del cinema e della fotografia nel progetto “Una Scuola in Corto” svolto lo scorso anno accademico nella sede del Liceo Artistico d'Imperia (ex-Istituto Statale d'Arte). Quest’anno il progetto “Una Scuola in Giallo” vuole superare se stesso. 
Cine-Arte-Teatralità per svolgere un percorso di scambio e interazione che permetta ai ragazzi di mettere in gioco se stessi e non una qualche stereotipata maschera. Il lavoro di gruppo sul sé e sulla relazione non è solo propedeutico per la crescita della persona, ma serve a dare al ragazzo gli strumenti necessari a trovare la giusta disposizione verso la propria persona e la giusta collocazione nell’ambiente. Teatralizzare a tutto tondo, sentirsi per sentire e poter comunicare in modo sincero e quindi creativo, avvertendo lo scambio con l’altro non più come una minaccia ma come un’occasione di crescita comune.


Finalità

Il corso è specifico per adolescenti, perché finalizzato a potenziare tutti quegli aspetti della persona che riguardano la conoscenza e l’affermazione del sé, concentrandosi sul valorizzare la propria persona anche e soprattutto nello scambio creativo con l’altro, limando tutti quei comportamenti sviluppati come “difesa” e in verità limitanti, spesso nemmeno propri ma suggeriti da media o da altre figure più o meno invasive nella sfera del ragazzo. Da qui l’idea di creare un percorso assai gradito all’adolescente, dove la creatività viene stimolata e usata come mezzo per imparare a conoscersi e, soprattutto, a conoscere, senza alcun tipo di imposizione o limite. Il gioco drammatico sarà la chiave del percorso, perché attraverso di esso sarà possibile creare un’atmosfera di gioco nella quale sperimentare, sfogarsi e confrontarsi senza pressioni di sorta. Si inizierà con un percorso più conoscitivo, solo al termine del quale cominceranno le divisioni per gruppi e la produzione del corto.

Struttura del corso

Il laboratorio, che ha carattere multidisciplinare, intende lavorare in un due segmenti distinti con tre gruppi diversi, selezionati all’inizio dell’intero percorso.
Si formeranno pertanto un gruppo di attori, uno di scenografi ed uno di fotografi, che operaranno in modalità integrate per la buona riuscita generale del progetto.
La prima parte del laboratorio vedrà gli attori impegnati nell’approccio alla performing art, una modalità espressiva che comporta un’indagine sul Sé, in stretto rapporto con l’improvvisazione, la creatività e la scoperta delle proprie potenzialità.
Contemporaneamente gli scenografi creeranno degli oggetti di pura fantasia, rigorosamente monocromatici, che saranno gli unici manufatti utilizzabili dagli attori durante la performance finale, che mostrerà il personale riassunto del percorso svolto da ciascun ragazzo, e che verrà registrata su supporto video con l’ausilio del gruppo di fotografi, che avranno modo di apprendere i rudimenti della fotografia di scena durante il laboratorio, documentare i vari passaggi e la stessa performance finale.
Durante la seconda parte del laboratorio, gli attori proseguiranno il loro studio sull’educazione alla performance integrandolo con momenti di recitazione nel video giallo interattivo che verrà proposto come lavoro collettivo finale e che vedrà la partecipazione attiva del pubblico nella risoluzione.
Gli scenografi saranno pertanto impegnati nella realizzazione delle scenografie e dei costumi per il corto e il gruppo di fotografi documenterà, con fotografie e riprese video, il lavoro svolto.

Il corso avrà cadenza settimanale ed una durata di due ore a lezione, così suddivise: la prima mezz’ora i tre gruppi lavoreranno insieme, svolgendo alcuni esercizi e giochi volti a implementare la socievolezza, l’integrazione e l’ascolto dell’altro, poi si divideranno a seconda del gruppo d’appartenenza.


Emanuele Morandi

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