lunedì 23 settembre 2013

Il Teatro Impertinente al Rifugio degli Artisti

Saluzzandosi con l'Associazione Intrecciastorie

   Saluzzo (CN) – Da venerdì 20 settembre fino a domenica 22 si è svolto al rifugio di Casa Gianotti (Saluzzo) la residenziale del “Rifugio degli Artisti”, titolo dato ai giorni di scambio tra l’associazione ospitante Intrecciastorie di Torino e il Teatro Impertinente di Imperia.
   L’idea di tale scambio nacque dall’incontro tra Annalisa Rolfo, Capitano di Vascello degli intrecciati, e Emanuele Morandi fondatore del Teatro Impertinente, ed è stata resa possibile anche grazie a Filomena Marangi di Intrecciastorie la quale ha trovato il luogo e lo staff, costituito dal cuoco Silvano Ilardo, che con assoluta maestria si è occupato dei pasti del resto dello staff di oltre 30 persone. Staff costituito dagli stessi partecipanti.
by Silvia Chiesa
   Di fatto la residenziale è stata formativa già al di fuori dei laboratori: più di 30 persone completamente autogestite nel rifugio, che senza imposizioni di sorta si occupavano naturalmente della pulizia degli ambienti, della sistemazione degli oggetti e delle stanze, di lavare i piatti o svolgere le mansioni di cucina più semplici, il tutto in modo sinergico e allegro nonostante le differenze di provenienza (da Torino a Capo Verde) e di età (dai 4 ai –anta anni).
   Dal punto di vista degli scambi già la sera dell’arrivo ha visto svolgersi la prima attività, consistente in una performance partecipata con il pubblico svolta dall'Associazione Intrecciastorie al tipico modo del Playback Theatre. Nella tarda serata al rifugio i partecipanti sono stati prima guidati dagli otto intrecciati in un percorso tra luci e ombre, di seguito al quale è stato chiesto al pubblico di raccontarsi vicendevolmente per poi riportare un’esperienza legata al sopracitato tema al resto dei presenti, esperienze che poi il volontario narratore del pubblico avrebbe visto mettere in scena davanti ai suoi occhi, non in modo narrativo ma soprattutto in modo simbolico, un’analisi introspettiva però svolta da persone esterne. Il Playback Theater è tornato al suo pubblico come un boomerang al cacciatore.
   La mattina di sabato i partecipanti hanno invece svolto il laboratorio del Teatro Impertinente, condotto da Emanuele Morandi. Si è trattato di un percorso dalla tecnica all’emozionalità, dalla meccanica all’espressione della propria interiorità attraverso l’interazione con l’altro. Laboratorio molto calmo e di ricerca interiore come si confà ad una mattina nelle tranquille campagne piemontesi.
   Il pomeriggio gli intrecciati hanno tenuto il laboratorio sulle tecniche base del Playback Theatre, esponendo tutto il dietro le quinte del lavoro svolto per la performance della sera di venerdì. I partecipanti hanno così potuto toccare con mano questa parte del teatro contemporaneo che negli ultimi tempi sta prendendo piede in Italia. Laboratorio di sperimentazione ad ampio respiro, come si confà ad un pomeriggio nelle vaste campagne piemontesi.
   Nell’ultima mattina Eleonora Aschero della Compagnia Elle, membro dell’Associazione Artufù e collaboratrice del Teatro Impertinente, ha tenuto un laboratorio sul teatro fisico partendo dalle evoluzioni formali degli elementi naturali, dove la forma limitata del corpo ha assunto fattezze di fuoco, di acqua, fango e altro per poi passare al “corpo di troppo” interessante analisi del concetto di attesa con particolare attenzione al nostro strumento primario. Laboratorio non calmo ma interiormente spiazzante come ci si aspetta da una mattinata shock nelle tranquille campagne piemontesi.
   Con il solo rammarico di un’esperienza volata troppo in fretta la residenziale del Rifugio degli Artisti si è conclusa con l’idea di ripetere l’esperienza, con ancora più workshop, ancora più ospiti per allargare la rete, nuove esperienze, ma lo stesso cuoco.

Isabella Biscaglia


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