martedì 11 marzo 2014

Martial Arts Theatre, resoconto della seconda sperimentazione

Il manto della Tigre

   Presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso (via Santa Lucia, 14) di Imperia Oneglia si è svolta la seconda presentazione del Martial Arts Theatre, corso in fase di sperimentazione ideato da Isabella Biscaglia, che fonde insieme vari aspetti del teatro contemporaneo e delle arti marziali.
   La lezione di prova si è svolta negli stessi orari e luoghi di Attraverso lo Specchio - Advanced Level, il corso di Teatro e Performing Art tenuto da Emanuele Morandi.

   Il M.A.T. si propone di utilizzare alcuni aspetti peculiari del teatro contemporaneo e di performance in sinergia con alcuni aspetti peculiari delle arti marziali. Le analogie fra questi due mondi sono moltissime, e perfino le loro storie evolutive sono intrecciate, anche nel nostro occidente. Il combattimento rituale ne è un esempio, ed era uno dei punti che avrei voluto toccare in questa presentazione.
   Avrei. E quindi nemmeno accennerò a ciò che avrei voluto fare.
   Questo scrissi alla fine della prima sperimentazione: "E così il M.A.T. tornerà all'attacco partendo con meglio chiaro il nocciolo della questione, partirà da ancora prima del rito [della caccia], dalla preparazione di questo attraverso il gioco e l'animalità. Del resto nella parola "animali" non vi è forse la parola 'anima'?"; ed è  questo l'unico punto che sono riuscita a mantenere della scaletta preparata.
   Di nuovo, non era il punto centrale nei miei iniziali piani. E non è stato trattato proprio come mi sarei aspettata.

   Se il drago per il M.A.T. è la parte più artistica delle arti marziali, la tigre ne rappresenta invece la parte più marziale, e quindi questa volta non ho accelerato i tempi, meglio adattandomi alla risposta del gruppo: della tigre nella presentazione si è solo intravisto il manto.

   Rispetto al gruppo base, per il gruppo avanzato ho optato per una serie di esercizi molto più tecnici, seppur distensivi: direzioni, scatti, salti, intesa, esercizi a coppie sulla gestione della forza o uso delle articolazioni. Il tutto propedeutico ai "combattimenti artistici": giocare alla lotta, quasi senza nemmeno toccarsi. Una volta in un uno contro uno, un'altra volta proteggendo una persona, o ancora facendo finta di essere animali. Magari un gatto che riesce a mettere in fuga un orso.
   In una atmosfera molto giocosa si è intravisto il manto della tigre: attaccare, difendere, controllare l'area, fermarsi a ragionare sulle tattiche dagli altri adottate, colpo d'occhio, inventiva ed onestà. Ma se sostituisco i primi tre punti con agire, reagire, ascoltare? La frase si riadatta perfettamente al teatro contemporaneo. Rimanendo anche perfettamente in linea con le arti marziali.
   A coronare la serata la creazione di piccoli combattimenti promessi a coppie. Tradotto: la creazione di una breve serie preordinata di (pseudo)tecniche, che risultassero il più credibili possibile. Sostituendo (pseudo)tecniche ad azioni la frase torna valida per entrambi gli ambiti del M.A.T.
   Ed ecco il punto di contatto.
   Cambia il modo, cambiano le priorità, cambiano i giochi. Non cambia il risultato.

   Il drago e la tigre torneranno all'attacco. Questa volta insieme, perché hanno capito le proprie principali aree di competenza. La tigre si occuperà dei teatranti, il drago degli artisti marziali.

O questo ipotizziamo noi tre, ora. 

Isabella Biscaglia


Posta un commento