mercoledì 14 maggio 2014

"Gli spauracchi crescono nel vuoto" all'Imperia DAMS Festival

Spaventoso! Obladì, obladà
cit. Di Donna e Gullone

Christian Gullone
by Michele Bertoloni
   Mercoledì 14 maggio ore 21, nella sala Eutropia del Polo Universitario di Imperia, verrà messo in scena Gli spauracchi crescono nel vuoto, la performance teatrale diretta e vissuta da Emanuele Morandi del Teatro ImpertinenteValentina Di Donna e Christian Gullone (anche autore di tutti i brani ed accompagnamenti musicali presenti nella performance) del Parcheggio delle Nuvole.
   Accadrà durante la sesta edizione l'Imperia DAMS Festival (IDFest), manifestazione annuale ideata da Roberto Cuppone, realizzata tanto dagli studenti quanto dai docenti, che negli anni ha saputo riunire moltissime realtà nazionali ed internazionali del teatro e del cinema per lezioni, laboratori, stage ecc.


   Qui l'articolo uscito ieri su ImperiaPost. E qui il volantino dell'intero evento Imperia DAMS Festival 2014 - AU REVOIR!

Valentina Di Donna
by Michele Bertoloni
   Quella del 14 sarà la "seconda replica" de Gli spauracchi crescono nel vuoto, in quanto la prima è stata svolta all'apertura della rassegna teatrale nin - Nuove Interpretazioni il sabato sera del 29 marzo alla sala teatrale del Liceo Parentucelli di Sarzana, come apertura della rassegna diretta da Giovanni Berretta e organizzata dalla Compagnia Ordinesparso. Allora, la performance fu un successo: applaudito lungamente da un pubblico entusiasta ed occhi un po' persi. Gli spauracchi crescono nel vuoto non è prosa che ti culla, ma vere azioni che scuotono.
   Ed è per questo che "seconda replica" è scritto tra virgolette: una performance non può ripetersi uguale a se stessa, proprio perché attinge direttamente dall'individualità autentica dell'attore, della persona che vive la performance.
   Per ciò la replica del 14 non sarà una replica. Il titolo è lo stesso, i temi anche, ma si è evoluto il modo di affrontare gli Spauracchi. La performance dell'IDFest sarà una seconda tappa, un qualcosa di forse simile ma necessariamente diverso: per riempire ogni vuoto.


   Appena dopo la replica del 29 marzo ho chiesto ai tre artisti di rispondere ad alcune domande riguardo questa prima esperienza. Ho subito riscontrato due opposte reazioni allo shock performativo. Di Donna e Gullone sono stati laconici quanto incisivi, mi hanno mandato poche parole di risposta: quelle che fanno ora da titolo a questo articolo. Morandi ha reagito allo shock in modo opposto: qui sotto il risultato (o almeno una parte).

 
Intervista allo shockato Emanuele Morandi


Emanuele Morandi
by Michele Bertoloni

Come è nata l’idea?
   Tutto nasce da un’esigenza, ovvero la voglia di dar vita ad uno spettacolo costruito come una performance e che quindi portasse con sé delle nostre necessità espressive.

Come l’avete costruita?
   Un’ora prima che il mondo finisca, un'ora nella quale i 3 "personaggi" affrontano 5 fasi da 4 minuti l’una. Ognuna di queste fasi corrisponde ad ognuna di quelle pensate da  Elisabeth Kübler Ross che, nel 1970, ha elaborato un modello a 5 fasi che rappresenta uno strumento per capire le dinamiche mentali più frequenti della persona a cui è stata diagnosticata una malattia terminale. Ma gli psicoterapeuti hanno constatato essere valido anche ogni volta che ci sia da elaborare un qualsiasi genere di lutto (affettivo e/o ideologico). In questo caso l’accorgersi che il mondo è irrimediabilmente sull’orlo della fine, 60 minuti e poi boom, è fatta... Sono le 5 fasi del lutto: rifiuto, rabbia, negoziazione, depressione, e infine accettazione/accoglienza.
by Michele Bertoloni
   All’inizio dello spettacolo un video annuncia la fine del mondo e poi, immediatamente dopo, parte un conto alla rovescia di 60 minuti. I tempi sono serrati, e gli scambi fra noi devono essere precisi, non possiamo sgarrare, perché, alla fine del video, parte in automatico un rombo e tutto si spegne. Rimangono giusto gli Spauracchi, 3 pupazzi, che rappresentano quello che resta, quello che ci lasciamo alle spalle, ciò che ha fatto parte di noi ma che è giusto lasciare andare se la volontà è quella di evolvere (gli stessi spauracchi dell’omonima performance portata dai ragazzi dell’artistico quest’anno).  Ognuno di noi porta in scena se stesso e la propria catarsi.

Il tuo ruolo ne “Gli spauracchi crescono nel vuoto”?
   Io racconto le fasi, e ci aggiungo dei temi. Do continuità al tutto, e vivo col pubblico le diverse fasi, un po’ spiegandole, un po’ vivendole, un po’ subendole per poi finire nell’accoglienza, nella comunione totale col pubblico stesso. Col timer che mi mette fretta e mi ricorda che il tempo sta finendo...

Come vi siete incontrati con Berretta?
   Facendo rete. Cercando di farci conoscere, pubblicizzandoci.

by Michele Bertoloni
Come è stato fare “Gli spauracchi crescono nel vuoto” a Sarzana?
   Sarzana è una città bellissima, accogliente e piena d’iniziative. Essere in questa cornice ha reso tutto più magico.

Qualche parola su nin?
   Bravi. È sempre importante mettersi in rete con altre realtà che s’impegnano tanto sul territorio. 

Come è stato il dopo “Gli spauracchi crescono nel vuoto”?
   Carichi, pieni di voglia di continuare a portare in giro lo spettacolo con la consapevolezza che ogni volta sarà diversa. Migliorandoci, interpretandoci, seguendo quello che siamo, in continuo mutamento, rispetto alla nostra vita, ai nostri sogni, al nostro destino.

by Michele Bertoloni

Riflessioni?
   Cito Jerzy Grotowski - “La performance non è un'illusionistica copia della realtà, né la sua imitazione. Non è una serie di convenzioni accettate come un gioco di ruolo, recitato in una separata realtà teatrale. L'attore non recita, non imita, o pretende. Egli è se stesso.”

Nuovi obiettivi?
   Sicuramente continuare a portare avanti questo giovanissimo progetto. Inoltre il teatro Impertinente sta portando avanti il progetto di uno spettacolo denominato “Attraverso lo specchio” con il suo gruppo avanzato del corso denominato allo stesso modo. Uno spettacolo forte e corale, in cui si attraverserà lo specchio, ritrovandosi come tante Alice in un mondo paradossale, dove tutto è possibile ma nulla è lasciato al caso.



   Tre artisti che nonostante tutti i traguardi raggiunti non si fermano, tre che finita la performance, una volta terminati i lunghi applausi del pubblico di Sarzana, si sono ritrovati dietro le quinte già a pensare e discutere come migliorare ancora. Tre che riempiranno tutti i vuoti.


Altre notizie relative all'IDFest 2014 AU REVOIR a questo link!


Isabella Biscaglia


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