mercoledì 7 ottobre 2015

Il Teatro che Cura - burattini e teatroterapia by Teatro delle Chimere

Per chi non vuol curare solo se stesso

ma anche tutte le proprie Chimere

Il Teatro delle Chimere porta da anni nelle situazioni di disagio il Teatro che Cura, una interessantissima commistione fra l'arte burattinaia e il teatroterapia operante nella zona di Pavia. Per questo abbiamo deciso di scrivere di questa realtà, la cui figura di spicco è Stefania Grossi.
Attrice burattinaia e teatroterapeuta del Teatro delle Chimere, nasce professionalmente a Milano con il Teatro del Buratto, lavorando poi anche in trasmissioni quali l'Albero Azzurro. Ne scriviamo perché da ormai diversi anni, specialmente da quando si è specializzata come teatroterapeuta, ha scelto una strada "meno comoda": porta il suo teatro nel sociale, nei centri diurni di salute mentale, nelle carceri, in ospedale e nelle scuole, comunque principalmente dove vi siano situazioni di disagio.

Ecco qui giusto due esempi del loro progetti

Le Nuvole a Zonzo

Dal 2003 il Teatro che Cura è condotto dal Teatro delle Chimere nel gruppo di teatro integrato Le Nuvole a Zonzo formato dagli utenti del Centro Diurno di Salute Mentale della Casa del Giovane di Pavia. Inoltre, dal 2011 il Teatro delle Chimere conduce presso la Comunità di famiglie di Berzano Scambi di Scena, residenziale per adulti di teatro integrato organizzata dall'ASL di Tortona, e Adolescendo, la versione per ragazzi. Si tratta di un percorso di teatro integrato che nasce e si sviluppa presso il centro diurno di salute mentale della Casa del Giovane di Pavia.
Il gruppo, formato da utenti del centro, educatori, attori volontari è divenuto dal 2005 una vera e propria compagnia, che ha prodotto e messo in scena diversi spettacoli e repliche degli stessi, compreso di incontri nelle scuole o la partecipazione a convegni

Formazione Burattinai

Trasformare un qualunque oggetto inanimato in qualcosa che diventa vivo e che, grazie a questo cambiamento, riesce a raccontare storie e a comunicare emozioni è un'esperienza straordinaria. Il percorso che conduce a tutto questo è quello dell'attore burattinaio, posizione privilegiata che permette di essere fino in fondo se stesse senza "mettersi in mostra".
Oppure attore demiurgo, che mette in scena se stesso attraverso una sua creazione, la quale vive di suo, indipendente, osservata è che è l'unica prova dell'esistenza del demiurgo stesso e della potenza dello stesso, altrimenti completamente invisibile. Una tecnica particolarmente interessante ed educativa, artisticamente sociale.

Altra dimostrazione del fatto che, inseguendo genuinamente le proprie passioni, si arriva a creare nuove strade artistiche e di Cura del Sé e degli altri.


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