mercoledì 6 gennaio 2016

EYE CONTACT del 26 e 30 dicembre 2015, ad Arma e Sanremo

L’era in cui si vuole ritrovare il contatto
Eye Contact: gli occhi sono due
26 e 30 dicembre 2015 gli eventi che hanno (s)cambiato sguardi

A sinistra Marta Laveneziana
by Elisa Ferrera
Sabato 26 dicembre 2015 in piazza Chierotti a Arma di Taggia si è svolto un evento di Eye Contact durato dalle 10.30 alle 16.30, organizzato dall’insegnante di Biodanza Laura Pastorelli con l'aiuto dell'arpista e cantante Claudia Murachelli, che ha anche suonato dal vivo.
Mentre mercoledì 30 dicembre 2015 dalle 14 alle 18 in piazza Borea d'Olmo a Sanremo vi è stato un secondo Eye Contact Experiment, organizzato principalmente da Giovanni De Mattia e Sarah Rinaldo, studenti di yoga integrato con gestalt presso Malcolm Bilotta, il quale con Fabio Lo Coscia aprirà la scuola Matrix, di formazione ad orientamento Fenomenologico Esistenziale in Gestalt Counseling, a Genova questo febbraio 2016 con corsi triennali.
La cosa più strabiliante è che questi due eventi, realizzati a pochi chilometri e giorni di distanza, sono stati pensati, sviluppati e realizzati in modo completamente separato, senza nessuna coordinazione generale o connessione, scoprendosi vicendevolmente dal momento della pubblicizzazione.

L’Eye Contact è un esperimento umano e sociale nato recentemente dal movimento australiano dei The Liberators che consiste nel sedersi e guardare negli occhi solitamente uno sconosciuto, per quello che è un minuto completamente soggettivo, personale e condiviso. Esclusa la comunicazione verbale, è possibile in certa misura utilizzare il contatto fisico o fare espressioni, perché lo scopo ultimo è quello di creare la situazione più adatta al contatto visivo: semplicemente stare.
Momento di Biodanza con Laura Pastorelli
foto di Sergio Giovannini
Laura Pastorelli mi ha raccontato come ha scoperto l’Eye Contact sulla pagina facebook di Eye Contact Italy, ed abbia quindi approfondito il fenomeno e deciso di organizzare un evento a Taggia, curando ogni dettaglio con il Comune, la SIAE e diversi esercizi commerciali. Tutto per un evento non remunerativo, per cui le ho chiesto cosa la avesse tanto affascinata. Mi ha risposto che la ha colpita una analogia con la Biodanza: l'utilizzo preferenziale dello stesso strumento di comunicazione (visivo) e la ricerca di contatto autentico. Cosa che nell’Eye Contact avviene appunto focalizzandosi sul solo contatto visivo. L’arpa di Claudia Murachelli è stata fondamentale per rafforzare questo concetto di contatto: un musicista dal vivo, presente, è qualcosa di naturalmente completante per “riscoprire una comunicazione più profonda e universale” oltre che “più fiducia e benessere psicofisico”. Questo evento ha richiamato anche alcuni promotori di Eye Contact Italy da Toscana e Lombardia, che hanno partecipato alle due coinvolgenti sessioni di Biodanza, come si vede in una delle foto di Sergio Giovannini,
In piazza Borea il 30 ho potuto sia partecipare che parlare a lungo con i vari presenti: Giovanni e Sarah mi hanno spiegato l’approccio gestaltico della loro visione dell’evento. Indagare senza giudizio le dinamiche delle relazioni umane, attraverso non arte o performance ma una psicologia pratica, applicata e vissuta, in questo caso attraverso il contatto visivo. E Sarah ha espresso in breve la domanda che credo sia alla base del successo di tali eventi: una volta sedutisi di fronte ad un estraneo, ed iniziato il contatto visivo, la domanda spontanea che ci si pone è “che cosa provo?”. Una domanda normale ma che è poco comune farsi, e che invece in tali occasioni si ripresenta ad ogni nuovo incontro, con risposte sempre totalmente diverse.
A sinistra Giovanni De Mattia
by Elisa Ferrera
Con la nuova Impertinente Marta Laveneziana, insegnante alla Accademia di Belle Arti di Sanremo, body painter, truccatrice ecc. ho esplorato i dietro le quinte della gestione dell’evento, compreso di cerchio iniziale dei numerosi ragazzi presenti per darsi il via, ed i motivi personali per cui ognuno si siede di fronte ad un estraneo. Con lei ho visto anche la preparazione della piazza ed individuato con l’aiuto di Dalia Lottero i “canalizzatori”: ossia quel gruppo di giovani che già sa come funziona l’Eye Contact, e che inizia l’evento dando l’esempio del "cercare occhi". Mauro Arneri, un altro dei giovani canalizzatori, mi ha raccontato di un passato Eye Contact Experiment con Giovanni durato 3 ore. Alla fine si sentiva gigante, e leggerissimo, e a guardarlo raccontare mi è parso che tale sensazione fosse ancora viva in lui. Elisa Ferrera, la fotografa presente quel pomeriggio, ha catturato alcune espressioni di simile intensità.
Colui a cui ho preso in prestito il termine canalizzatore è stato anche l’unico presente ad entrambi gli eventi: Simone Caridi, film maker, che si è addentrato in tali eventi anche per via del sempre rinnovato stupore di quanto un primo piano può dare.
Due eventi nati spontaneamente a pochi giorni e chilometri di distanza, in linea con tutta quella grande ondata di esperimenti sociali che riguardano la ricerca di contatto vero. Tipo di ricerca che ha già influenzato molta dell'arte odierna, si veda anche solo il teatro contemporaneo o la performance.
Nell'era della tecnologia sono moltissime le persone che ricordano e fanno ricordare quale sia la migliore consolle e la migliore piattaforma social.

Isabella Biscaglia


LINK
www.theliberators.com.au
Pagina FB di Eye Contact Italy
Sito di Laura Pastorelli www.vitainequilibrio.it
Pagina FB dell'arpista e cantante Claudia Murachelli
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