giovedì 18 febbraio 2016

Il Teatro Impertinente nelle comunità minorili

Per un Teatro di Comunità Impertinente

Fin dalle sue origini il Teatro Impertinente ha portato il suo potenziale al servizio di situazioni di disagio, emarginazione e malessere. Rivolgendosi in particolare agli adolescenti ha costruito percorsi mirati incentrati sulla teatralità e il gioco di maschere, ruoli e situazioni.
Si tratta di iniziative sviluppatesi nel progetto Educazione Creativa per Comunità presso le comunità del Centro Studi Il Grifone tra il 2014 e 2015; e ancora tra 2015 e 2016 i corsi studiati per le esigenze del centro L’Albero Magico (Arma di Taggia, Im), o l'inserimento del M.A.T. nelle attività della Cooperativa Sociale Hesperos.
Comunicazione ed espressione come grandi tematiche trainanti proprio perché molto vicine ai bisogni reali e all’urgenza degli adolescenti.

Educare alla Creatività come passaggio preliminare, permettendo un livello di coinvolgimento che supera la sfera razionale e attiva anche il piano emotivo dei partecipanti, spaziando dalla fantasia, all’invenzione, all’immaginazione.
All’interno dello spazio magico che crea il teatro i ragazzi sono invitati in primo luogo a lasciare fuori tutto ciò che del mondo hanno conosciuto fino a quel momento. Un po’ come lasciare le scarpe sporche di polvere della strada per entrare in un luogo pulito. L’invito principale è essere disponibili a mettersi in gioco, qualsiasi cosa voglia dire. Trascurare ciò che nella quotidianità esce fuori di se stessi, per abbandonarsi a nuove espressioni.
Il teatro è utilizzato come mezzo per risolvere conflitti, siano essi interni o esterni. Approfondire tematiche o ancora sviluppare quelle capacità ancora sopite. Rendere manifesto ciò che di se stessi ancora non si conosce, questo è l’aspetto centrale, la leva che può far ribaltare una situazione. Ogni progetto è per prima cosa una ricerca. Una ricerca che si fa insieme. Infatti non esistono per noi regole rigide da osservare ma piuttosto spazi da esplorare partendo da chi troviamo sulla nostra strada. Quindi educare alla propria ed altrui comprensione ed accettazione. Non si può prescindere da se stessi, per tale ragione ciò che ci proponiamo di fare è incontrare l’altro per incontrare se stessi, nel rispetto delle differenze, della sensibilità, puntando piuttosto ad indicare le diversità come punti luce, punti a proprio vantaggio.
Un lavoro sempre e comunque in gruppo, per osservare ed essere osservati: il teatro infatti è prima di tutto qualcosa che si fa con lo sguardo. Il proprio e quello altrui. Insieme per teatralizzare i conflitti, il dolore che proviamo, la dipendenza, la perdita… consente di mettere in relazione sistemi di vita generalmente separati, come l’immaginario e il reale, l’individuo e il gruppo, dando la possibilità di rimettersi in discussione. Un primo grande passo verso il cambiamento, partendo da se stessi.
Stimolare il gioco magico della teatralità per porre le persone davanti ai loro limiti: solo questo permette loro di superarli. Guardare in faccia i demoni è pur sempre l’unico modo per andare oltre e quindi superarsi. Attraverso sfide piccole e grandi si delinea un percorso composto da aspetti emotivi ed aspetti creativi. Incentivare la creatività è pur sempre un ottimo mezzo per cavarsi fuori da ciò che percepiamo come sgradevole, inadeguato, doloroso.

Ancora, quel che stiamo sperimentando con brillanti risultati è l’incontro tra teatro e arti marziali: il M.A.T. acronimo che sta per Martial Arts TheatreOggi è più raro doversi difendere da armi o aggressioni, ma le minacce sociali non sono diminuite. Come non farsi mangiare dai draghi odierni? In un mondo che massifica e spersonalizza, le arti marziali e il teatro si vengono incontro, in un percorso che unisce l'urgenza di necessità delle arti marziali (secondo la logica ferrea del "massimo risultato minimo sforzo") con la creatività e l'espressione del teatro (per dirla alla Oida "fare 3 passi come fossero 3000"). In una risultanza simile al gioco di ruolo esperienziale.

Elena Spadola


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TEATRO AFFRATELLAMENTO | via Giampaolo Orsini 73, Firenze | febbraio - maggio 2016
IV edizione della rassegna
NUOVI TEATRI DI COMUNITà
Teatro Sociale in ambito educativo

La quarta edizione della rassegna NUOVI TEATRI DI COMUNITẢ, curata dalle associazioni Kanharos e Agita, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione della Rete toscana di Teatro Educazione, vuole porre l’attenzione su alcune esperienze regionali e nazionali di teatro sociale e della comunità. che lavorano su linguaggi e tematiche border line, collocabili sulla soglia di ciò che “fa la differenza”.
La follia indotta e il sottile discrimine che permette di definire la devianza dalla norma (“Lettere di C.Claudel”), la linea di confine tra persona e personaggio, narrazione e rappresentazione (“C’è del marcio in Danimarca “), la relazione tra visibile e invisibile nel teatro e nei rapporti tra le persone (“Esercizi di affidamento”), i concetti di malattia e di salute, letti innanzi tutto dal punto di vista sociale, prima ancora che sanitario (“Oggi la peste”).
Questo sottile filo di indagine legherà artisti, operatori e spettatori in una ricerca comune, per ripensare il presente e immaginare il superamento di stereotipi che attraversano la nostra cultura e quelle di chi proviene da altri luoghi del mondo.


CALENDARIO DELLA RASSEGNA

21 febbraio 2016, ore 17.00 
La Compagnia Scenaperta di Milano propone Lettere di C.Claudel

12 marzo 2016, ore 17.00
La Compagnia dei Girasoli di Siena presenta C’è del marcio in Danimarca segue premiazione dello spettacolo, vincitore del Festival Anticorpi 2015

9 aprile 2016, ore 17.00
L’Associazione Lunatikos di Pistoia propone Percorsi esperienziali – Esercizi di affidamento

7 maggio 2016, ore 17.00
Il Laboratorio Si fa teatro, a cura di Patrizia Mazzoni e Miriam Bardini, con il patrocinio del Comune di Figline e Incisa Valdarno e il sostegno di unicoop Firenze, presenta Oggi la peste scene del Decamerone di Boccaccio, interpretate da adolescenti di oggi

Attività ed incontri destinati agli spettatori, a cura delle associazioni Agita e Kantharos

INFO
Patrizia Mazzoni pattymq@fastwebnet.it
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