lunedì 8 febbraio 2016

L'intervista a SEGNI MOSSI

Tra danza e disegno
SEGNI MOSSI

Il 16 e 17 gennaio presso la Scuola del Fare, nella sede della Cinderella School of Ballet a Castelfranco Veneto (vicino Padova) si è svolto uno dei molti corsi di formazione che SEGNI MOSSI propone soprattutto in Italia e Brasile. Il Teatro Impertinente ha potuto partecipare a gran parte della formazione del 16, avendo anche occasione di intervistare le due personalità di questa realtà: Simona Lobefaro ed Alessandro Lumare.

Simona Lobefaro proviene da una formazione multidisciplinare che ha come perno la danza contemporanea e la performance. Coreografa dei MAddAI, il cui percorso artistico ha sempre messo al centro del discorso l'imprevisto, che conduce a scelte sceniche aperte. Fa parte della compagnia di danza di ricerca Sistemi Dinamici Altamente Instabili. Come formatrice conduce laboratori di movimento per bambini e laboratori di danza di ricerca per adulti.
Alessandro Lumare è un autore di libri illustrati per l'infanzia, formatore artistico ed atelierista con esperienze lavorative come videomaker, danzatore ed operatore socioculturale, anche avendo a che fare con disabilità. La sua ricerca artistica è caratterizzata da multidisciplinarietà e attitudine all'innovazione.

  

Quindi un artista figurativo, ed una danzatrice contemporanea. Che hanno creato un laboratorio assieme, tra danza e disegno, ed una formazione perché tali concetti dalle solidissime basi siano trasmissibili ed esprimibili nel più semplice dei modi.
Io ed Andrea Reginato abbiamo avuto la fortuna di intervistarli per un'ora, e grazie alla base di tutte le esperienze con il Teatro Impertinente abbiamo potuto comprendere quanto ci sia dietro il binomio danza-disegno: due mondi, due persone, due lunghe carriere e due grandi bagagli culturali, due spinte artistiche e vitali rare, e tutti i bambini dai quali Simona ed Alessandro si sono fatti ispirare.

"Chi ha detto che si disegna seduti? Che mentre la mano scorre sul foglio il resto del corpo debba restare a dormire? Si può disegnare con tutto il corpo: correndo, saltando, ridendo. Si può disegnare senza guardare, disegnare col corpo degli altri, disegnare con la voce, disegnare nell’aria. Si può essere incisivi e ci si può perdere nello spazio. Si può lasciare un segno anche restando immobili."


La formazione

Fra le partecipanti (casualmente tutte donne) ho trovato molte insegnanti di scuola ed educatrici, anche laureande. Alcune delle quali con interessi legati alla danza. Giunte per passaparola o per curiosità nata in internet, specialmente dopo la visione della performance Al cubo.
Il loro laboratorio è stato nella prima parte molto pratico: abbiamo provato sulla pelle alcuni degli esercizi da poter riportare a bambini, con una chiara spiegazione di accompagnamento fatta spesso prima a misura bambino e poi per la comprensione intima dell'adulto.
La seconda parte, più breve, è stata quella del video, che Simona ed Alessandro hanno usato a supporto della loro spiegazione poetica: vedere nelle prime immagini Marina Abramovich e sentir parlare Simona di danza senza corpo e fuori dal corpo ci ha fatto rendere conto di quanto quella coppia romana avesse basi profonde e ferme, e quanto avesse ragionato su esse.
Apertura all'imprevisto ed intelligenza animale, non solo nella danza ma anche nel disegno: il segno tracciato è una traccia, da seguire come i cacciatori le orme. Segno inteso in senso lato, dal colore sul foglio all'arco di un movimento, in una memoria che non rimane delle azioni, ma della sensazione dell'agire. I punti in comune nella danza e nel disegno sono moltissimi, e la potenza di una linea magari tracciata cadendo, o disegnando il contorno di un compagno immobilizzatosi dopo una caduta diventa enorme: di fatto una linea, di fatto qualcosa che contiene la caduta e la sua immobilizzazione. Oppure un segno come squarcio, lasciato dalla concentrazione raccolta per colpire il foglio.
Il tipo di lavoro che può galvanizzare un universitario già solo tramite il suo studio, ed anche un bambino tramite la pratica: nello specifico abbiamo attraversato la stanza saltando sulle poche porzioni di colore del nostro gigantesco foglio, il fiume da noi creato tramite diversi passaggi di segni (di movimenti e colore). A metà lezione eravamo già macchiati di pastelli, e contenti di esserlo.

Due pensieri sono ritornati più volte durante lo sviluppo della giornata. Il primo è legato alla ricerca, l’altro alla semplicità:
1) Ricerca. Un occhio esterno potrebbe vedere gli esercizi proposti da Segni Mossi come semplici, un qualcosa che chiunque potrebbe fare. E l’idea è che proprio in questo pensiero stia parte del successo che li sta portando in giro per l’europa. Infatti questi esercizi, questi giochi, arrivano a tale semplicità dopo un grande e preciso studio di arti legate all’arte in ogni suo aspetto. Uno studio dell’arte che noi tutti osserviamo, viviamo e pratichiamo, per riproporlo ai bambini, a mio avviso i più severi degli alunni.
2) Semplicità. Un’altra caratteristica molto importante è la semplicità. Il riuscire a focalizzare un messaggio, un azione in un qualcosa che possa risultare tanto semplice quando potente. Molto spesso si aggiunge l’inutile a ciò che facciamo e troviamo. Segni Mossi ci ha fatto ripensare a questo concetto, ed abbiamo potuto apprezzare come il loro lavoro fosse tanto semplice da aprire mille nuove riflessioni.



L'intervista

Dopo aver lasciato la palestra io ed Andrea abbiamo deciso di tenere l'intervista intera. Qui sotto vi sono i vari brevi capitoli, con tanto dei suoni di sottofondo di Alessandro che stacca ed attacca enormi fogli, od alcuni lievi ridolini Impertinenti dovuti ad un paio di occhiate che i due di Segni Mossi si sono lanciati durante l'intervista. Il bello delle loro spiegazioni è che sono chiare anche per un profano di danza, arte o teatro, e risultano al contempo molto esaustive per chi ha invece delle basi teoriche più solide.

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Da questa intervista emergono molti elementi incontrati soprattutto nei vari Grandi Incontri del Teatro Impertinente: ricerca, bisogno di una nuova educazione scolastica, realtà in rete, commistione di linguaggi. Il terzo millennio è alle porte.

Isabella Biscaglia
Andrea Reginato

LINK e CONTATTI





Prossime formazioni con

SEGNI MOSSI

Febbraio

Roma -- week-end 20 e 21 -- Programma 1
Presso "Il sole e la luna"
Informazioni e iscrizioni segnimossi@gmail.com

Bergamo -- week-end 27 e 28 -- Programma 1
Presso "Moblarte"
Informazioni e iscrizioni info.moblarte@gmail.com

Marzo

Roma -- week-end 5 e 6 -- Programma 1
Roma -- week-end 12 e 13 -- Programma 2
Presso "Il sole e la luna"
Informazioni e iscrizioni segnimossi@gmail.com

Aprile

Rimini -- week-end 1 e 2 -- Programma 1
Presso "L'Officina degli Angeli"
Informazioni e iscrizioni gioiadalcuore@gmail.com

Udine -- week-end 9 e 10 -- Programma 1
Presso "Ente regionale teatrale Friuli Venezia Giulia"
Informazioni e iscrizioni info@teatroescuola.it

Giugno

Roma -- week-end 18 e 19 -- Programma 1
Roma -- week-end 25 e 26 -- Programma 2
Presso "Il sole e la luna"
Informazioni e iscrizioni segnimossi@gmail.com


Luglio

Roma -- week-end 2 e 3 -- Programma 1
Roma -- week-end 9 e 10 -- Programma 2
Presso "Il sole e la luna"
Informazioni e iscrizioni segnimossi@gmail.com

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