giovedì 24 marzo 2016

Scrittura in Carcere alla Casa Circondariale di Imperia

# Scrittura in Carcere #
quando le sbarre
diventano i quadretti di un foglio


Genevieve Alberti
by Fabio Zenoardo
Genevieve Alberti è una scrittrice di narrativa e drammaturgia che il Teatro Impertinente ha incontrato diverse volte nel suo cammino. La sua ultima realizzazione narrativa è Colazioni Surrealiste, nel quale si vede lei sia una scrittrice di quelle che esplorano e ricercano in lungo e in largo e, soprattutto, in dettaglio.
Questo ed una personalità e penna dirompenti sono le caratteristiche che hanno reso possibile un'avventura inusuale quanto un laboratorio di scrittura nella casa Circondariale di Imperia, per cui la abbiamo intervistata per primi.


Come è nato il laboratorio di Scrittura in Carcere alla Casa Circondariale di Imperia?
Mi sono aggregata agli insegnanti volontari che in carcere tengono lezioni di tutte le materie per le medie e il biennio delle superiori. Ho parlato alla prof. Silvia Carli, che fa inglese e le ho manifestato il desiderio di insegnare scrittura creativa, e lei mi ha presentato agli educatori del carcere che hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa.

Quando è iniziato e quanto durerà il laboratorio?
Ho dovuto aspettare che svolgessero indagini sulla mia fedina penale, che a quanto pare è pulita e a marzo ho iniziato. Le lezioni si svolgeranno in carcere tutti i lunedì dalle 13.30 alle 15.30. Andremo avanti fino a giugno.

Da che necessità è nato Scrittura in Carcere?
L'esigenza è nata da me, dalla mia passione per lo scrivere e per catturare storie. A casa ho una cassettiera piena di sogni, ogni tanto apro in cassetto e ne libero uno.

Come è partita l'esperienza?
I detenuti hanno aderito con entusiasmo. Ma è troppo presto per fare un qualsiasi bilancio. Posso anticipare che, se tutto va come deve, da questa esperienza ne uscirà un libro scritto da loro.
Ma è troppo presto per fare qualsiasi ipotesi.
Per ora abbiamo avuto pochi incontri quindi è troppo presto per fare bilanci. Sono quasi tutti italiani.
Ho trovato grande disponibilità sia da parte degli educatori che dei detenuti stessi. Non è vero che in carcere non ci possa essere della letteratura.
C'è sempre un clima cordiale, disteso, sono interessati, incuriositi, rispondono bene, fanno sempre i compiti.

Ci racconti un aneddoto?
La prima volta ho chiesto che scrivessero una lettera a chi volevano, e uno di loro mi ha detto: "no, no, io non posso: sennò mi danno associazione!"


Torneremo ad intervistarla verso la fine del corso, quando ulteriori capitoli di questa avventura saranno stati scritti.

Isabella Biscaglia

Link
Il blog di Genevieve Alberti - territorio di scrittura collettiva
Articolo sulla presentazione della ristampa di Colazioni Surrealiste
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