martedì 24 maggio 2016

Educazione alla Teatralità per la prevenzione al bullismo

Il progetto Scuola Libera va alla radice
Le relazioni nel gruppo

Il bullismo è un fenomeno complesso, che non è causa dei malesseri dei ragazzi, ma è effetto degli stessi: si tratta quindi non di un problema da risolvere, ma di un fenomeno da prevenire.
Il progetto è fornito dalla Cooperativa Sociale Onlus Hesperos nelle persone della psicologa Tecla Magliano e dell'educatore teatrale Emanuele Morandi, facente parte del Teatro Impertinente. Assieme hanno condotto e sviluppato ancora il progetto che sta prendendo sempre più piede nelle scuole della provincia: "Scuola libera", che quest'anno si è concluso con buoni risultati presso la scuola secondaria di primo grado di Pontedassio.
Le emozioni, gli affetti e i sentimenti sono il costante sottofondo delle nostre esperienze quotidiane. Spesso i ragazzi, in una fase delicata della loro vita come quella adolescenziale, vivono situazioni ed esperienze che condizionano il loro agire quotidiano e spesso non hanno spazi in cui esprimere le loro emozioni, che vengono così contenute finendo per esplodere in contesti e modi non appropriati.
La finalità di questo progetto è quella di creare nella scuola un contesto che consenta ai ragazzi di avere uno spazio in cui condividere i propri sentimenti e metterli in relazione con quelli degli altri, di imparare a gestire le proprie emozioni e di lavorare per migliorare le relazioni all’interno del gruppo classe.


Quali passi fare?
Lavorando con i ragazzi è importantissima l'osservazione delle dinamiche del gruppo. Agire è fondamentale e può avvenire solo attraverso la comprensione di ogni parte in causa, ed il tipo di malessere che porta al comportamento di "bullo", "complice" o "vittima".
Inizialmente si propone di analizzare e mettere in discussione il concetto di BULLISMO, attraverso un percorso teatrale che consenta ai ragazzi di trovare nella dimensione del gioco stimoli e motivazioni per comprendere e apprendere tale fenomeno, mettendo se stessi in ciò che si fa.
Teatralizzare i conflitti consente di mettere in relazione sistemi di vita generalmente separati, come l'immaginario e il reale, il corpo e la mente, la norma e la trasgressione, l'inconscio e la razionalità, dando agli individui la possibilità di rimettersi in discussione e di superare un problema che coinvolge non il singolo, ma il gruppo.
In questo percorso l’obiettivo si raggiunge attraverso l’associazione di pratiche pedagogiche e organizzative del laboratorio insieme al sistema di laboratorio teatrale/performativo per ragazzi, in uno svolgimento di giochi e di esercizi secondo un programma fluido e flessibile.
La sezione dedicata all’integrazione, interna alle problematiche dello stesso gruppo “classe”, dovrebbe permettere di affrontare tutti i problemi tipici della pre-adolescenza e dell’adolescenza, accompagnando il gruppo in un percorso che punta a lavorare sui propri limiti corporei e percettivi, e sul concetto di cambiamento.
Lo spazio del teatro consente che il percorso sia svolto con semplicità, in uno spazio protetto e non giudicante, aperto a qualunque forma di ricerca, sperimentazione e riflessione. Dove è possibile ritrovarsi o fare finta che i ruoli di "bullo", "complice" o "vittima" siano mescolati. E magari scoprire che è possibile uscirne, ritrovando un proprio equilibrio e le qualità positive delle persone che stanno dietro tali etichette.

Isabella Biscaglia
MariaChiara Manna

INFO e LINK
teatroimpertinente@gmail.com

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