venerdì 23 settembre 2016

Incontri Sport Mente, resoconto dei 3 incontri a Villa Boselli

Incontri Sport Mente
La psicologia applicata allo sport

Da destra: Fulvio Rombo, Davide Bellini, Andrea D'Imporzano,
Mirko Pratticò, Alberto Torre.
by Isabella Biscaglia Giancola
I giovedì del 1, 8 e 15 settembre hanno visto Villa Boselli (Arma di Taggia) come teatro del ciclo di conferenze formative Incontri Sport Mente, evento organizzato dall’Ufficio Sport del Comune di Taggia in collaborazione con l'associazione Effetto Farfalla e da psicosport.net.
Le tre serate sono state presentate da Mirko Pratticò dell'Ufficio Sport del Comune di Taggia, e gestite da Fulvio Rombo, psicologo e psicoterapeuta di Effetto Farfalla con lunga esperienza nel lavoro con minori e famiglie (recentemente anche tramite una collaborazione con il Teatro Impertinente), e dai due psicologi e psicoterapeuti di psicosport.net: Alberto Torre, psicologo e psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo Comportamentale che si occupa di Mental Training, problematiche di Ansia e Depressione, e Davide Bellini, con formazione specifica di tipo Sistemico-Relazionale, esperto nelle dinamiche di gruppo e dei sistemi complessi, delle squadre e delle società sportive.
L'obiettivo è stato quello di introdurre in modo esaustivo la popolazione ad una serie di tematiche modernizzanti l'approccio allo sport.

Che mente e corpo siano strettamente collegati è sì idea propria di questo tempo e piuttosto condivisa, ma la visione e soprattutto la gestione dello sport stesso rimane ancorata a criteri del vecchio millennio. Leader e dirigenti spesso non hanno consapevolezza delle dinamiche gruppali, educatori e psicologi sono figure distanti dall'entourage tecnico base delle squadre dal medio livello in giù (ma anche in su), l'ambiente sportivo ha meno interscambio con il tessuto relazionale esterno alla squadra di quello che vorrebbe e dovrebbe avere.
I tre incontri, incentrati sullo sporti di squadra, sono stati seguiti ben oltre le più rosee aspettative (nei primi due giovedì gli attestati di partecipazione non sono bastati, e si è sempre sforato di mezz'ora almeno l'orario di fine). Questo è stato possibile anche grazie alla accurato e gradualo primo incontro gestito da Fulvio Rombo e Davide Bellini, che hanno introdotto cittadini interessati e i tantissimi tecnici sportivi presenti alla definizione ed analisi del gruppo, della squadra, del singolo e dell'ambiente intorno a queste. Una prima lezione dalla mole universitaria ma che piuttosto che pesare ha garantito un ancor maggiore numero di presenze al secondo incontro.
Anche dopo lo speciale incontro con Matteo Varnier, taggiese "coach d'argento" alle Olimpiadi di Rio, la sala è rimasta gremita per ascoltare e dibattere con Alberto Torre e Daniele Bellini sull'argomento centrale del ciclo: il Mental Training nello sport, punto di forza del network Psicosport, specializzato in Tecniche Psicologiche moderne e funzionali applicate proprio al contesto sportivo, sia individuale che di squadra.
Partendo proprio dalla particolare situazione del beach volley i due psicologi hanno potuto spiegare quanto sia più largo e profondo l'orizzonte di una squadra rispetto alla squadra stessa: il Mental Training si basa sull'osservare l'individuo ed il gruppo anche e non solo in base all'obiettivo da raggiungere, e quindi sull'intervenire sul singolo o sul gruppo per andare a risolvere problemi relazionali, di fiducia, di comunicazione o andare a migliorare, limare e potenziare ciò che la squadra già ha.
Perché, come Marco Paolini ha ben narrato per il rugby e il dibattuto José Mourinho dimostrato nella sua carriera di allenatore, non sono solo allenamenti, tecniche e numeri a fare la carriera di una squadra, ma anche la visione, il morale, lo stato d'animo, lo staff, gli obiettivi interni anche legati a storie personali. In campo non entra un atleta, ma la persona per intero, passato presente e futuro della stessa: molti sono stati gli esempi riportati al terzo incontro da Andrea D'Imporzano, dottore in storia del teatro e della drammaturgia, ed analizzati da Daniele Bellini. L'analisi della figura del leader, con le sue particolarità, ha funzionato da coronamento degli argomenti trattati al secondo incontro, a sua volta reso pienamente apprezzabile dalle basi fornite dal primo.
Attraverso gli approfondimenti di Bellini sugli episodi riportati da D'Imporzano è stato possibile osservare nel leader un esempio di "persona per intero" applicata al mondo dello sport. Nel leader certe dinamiche "mentali" applicate allo sport sono meglio visibili, ma anche nell'atleta sono importanti caratteristiche come la gestione dello stress, l'attenzione al prossimo, la capacità di mediare con se stesso e con altri in visione di un obiettivo da raggiungere, il ruolo come atleta e come persona all'interno della squadra. Ed in questo panorama si inserisce la psicologia.
O, alla fine di questo articolo, sarà chiaro come in realtà la psicologia vi sia già nello sport, e come presente ed altamente influente nelle prestazioni andrebbe trattata da tecnici del campo, esattamente come più spesso accade per la salute prettamente fisica degli atleti.
La coscienza che corpo e mente siano di pari dignità e strettamente legati è oggi molto diffusa, ed è con incontri come questo che tale coscienza viene sempre più portata dalla semplice sensazione alla presa di coscienza. E da qui messa in atto.

Isabella Biscaglia Giancola

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