sabato 19 novembre 2016

DOPPIO TAGLIO - Come i media raccontano la violenza sulle donne

DOPPIO TAGLIO
Come i media raccontano la violenza sulle donne

Lunedì 21 novembre, il Conservatorio Santa Cecilia di Roma propone un evento speciale dedicato a come i media affrontano il tema della violenza sulle donne. In scena alle ore 18, nella Sala Accademica di via dei Greci,  Marina Senesi in DOPPIO TAGLIO.
Lo spettacolo di Marina Senesi e Cristina Gamberi, diretto da Lucia Vasini, si avvale delle musiche originali di Tanita Tikaram e delle voci fuori campo di Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Caterpillar Radio2). Realizzato con l'adesione dell'Ordine dei Giornalisti e il Patrocinio Pari Opportunità Rai, dopo il successo per l'apertura del FestivalFilosofia di Modena il 16 settembre, è ora in tournée nazionale.
Prossime date: 24 nov. Trento (Brentonico), 25 nov. Pavia, 26 nov. Lecco, 28 nov. Lucca, 29 e 30 nov. Teatro Archivolto di Genova.



Circondata dai 'ri-tagli' di giornale, che accompagnano in proiezione tutto il racconto, Marina Senesi scopre insieme a noi come il 'taglio' scelto dai media, nella composizione di una fotografia o di un titolo, possa trasformare anche la più sincera condanna della violenza in un'arma a 'doppio taglio'. "Nelle immagini che accompagnano articoli e campagne pubblicitarie il carnefice è assente, oppure è un’ ombra. Paradossalmente proteggiamo l'immagine di lui!" - dichiara - "Mentre la vittima è sempre esposta allo sguardo. Inerme. Con i segni della violenza in evidenza. Una donna che si vede rappresentata così è incentivata alla denuncia? Nella maggior parte dei casi, la foto proposta ritrae la donna in soggettiva, cioè come se l’aggressore fosse di fronte a lei, e tutti noi con lui. Guardiamo la vittima dalla stessa visuale del suo aggressore. Perché dovrebbe fidarsi, se sa che non stiamo dalla sua parte?"
Marina Senesi in DOPPIO TAGLIO
Marina Senesi è un’attrice/autrice che si è sempre distinta per la capacità di fondere in un’unica cifra la forza dell’ impegno e il gioco dell’ironia (molti ricorderanno il suo spettacolo di teatro civile La Vacanza, patrocinato dal Premio Ilaria Alpi, le sue campagne per Caterpillar–Radio2Rai e per l’associazione LIBERA contro le mafie). Cristina Gamberi è dottore di ricerca in Studi di Genere all'Università di Napoli Federico II. Insieme al Progetto Alice è ideatrice di percorsi formativi nelle scuole sull'educazione al genere e sulla violenza contro le donne. Dal loro incontro è nata l’idea di riadattare per il palcoscenico una ricerca accademica della Gamberi, decostruendo l’impianto lessicale e iconografico degli articoli diffusi su stampa e web, per interpretare il taglio comunicativo che i media applicano (più o meno involontariamente ) nel descrivere l’uccisione di una donna per mano del proprio uomo. Tutto questo, elaborato in una narrazione semplice ed immediata, capace di interessare, incuriosire e sorprendere.
L'originalità e la forza di questa proposta hanno immediatamente convinto altre due artiste d'eccezione: Lucia Vasini, che firma la regia, e la cantautrice inglese Tanita Tikaram (la voce calda e sensuale di “Twist In My Sobritety” - indimenticabile hit - tornata a incantare il pubblico internazionale con il suo ultimo lavoro, "Can't Go back"), che regala allo spettacolo il suo sound intriso di folk e sophisti-pop. Con loro, scopriamo come la cronaca raramente si sottragga - anche oggi - alla regola di una tradizione letteraria volta ad alleggerire la responsabilità dell’aggressore quando si ritiene che la donna abbia varcato i confini imposti al suo genere.
“Quando Marina mi ha coinvolto in questo progetto” - racconta Lucia Vasini - “ho immediatamente detto di sì per l'entusiasmo e la sincerità che la contraddistingue in ogni viaggio all'interno del teatro civile. Quando una sera dopo le prove mi ha telefonato a casa per dirmi: 'Andiamo a Londra domani, a incontrare Tanita Tikaram?', ho detto subito di sì senza pensare a nient’altro se non alla voce magica di questa grande musicista. L’'incontro con Tanita è stato veloce (due ore), giusto il tempo della colazione nel centro della città. Ma in quelle due ore il tempo si è dilatato come succede durante veri incontri. …E le note di regia vorrei fossero proprio le parole di Tanita, formulate in un divertente italiano, attraverso una domanda diretta a Marina mentre velocemente raggiungevamo la metropolitana per il ritorno a Milano: 'Marina, io non credo che il tuo racconto urli aggressivo, vero?' Ci siamo guardate e intese: 'No,no!', abbiamo risposto in coro.”

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