martedì 22 novembre 2016

SWITCH, 11 - 12 NOVEMBRE reportage del terzo atto

reportage by Elena Spadola

Progettare, partecipare, praticare: 11 e 12 Novembre l'ex deposito franco S.A.L.S.O. ospita la città
SWITCH, TERZO ATTO
La comunità progetta. Laboratorio di idee per il riuso del deposito franco di Imperia Porto Maurizio

Arc. Panebianco parla alla folla
by Imperiapost
Atto terzo di un importante e significativo progetto affrontato con entusiasmo, generosità e partecipazione per occuparsi del riuso di spazi in abbandono. L'ex S.A.L.S.O si trasforma in una fucina di idee per due giorni. In uno spazio franco per cambiare prospettiva sulle cose, sul mondo, su di noi. Una ammirevole dimostrazione di propositività: cervelli pensanti e braccia pronte a fare. Una grande adesione da parte dei cittadini, un grande coraggio e indomito impegno da parte dell'Ordine degli Architetti di Imperia capeggiati dall'Arc.Giuseppe Panebianco.
Tutto incomincia nel tardo pomeriggio di venerdì 11 novembre, un atto preliminare, una introduzione ai lavori della giornata seguente. Si visitano gli spazi e le aree dell'ex deposito, a piccoli gruppi ci muoviamo dentro questo luogo tanto immenso quanto misterioso. Industria, olio, polverosità, lustro di tempi trascorsi sono libere associazioni che si fanno avanti nel mio pensiero mentre già sfrigola l'entusiasmo per la costruzione di un futuro su questo passato. Senza cancellarlo ma travasandoci dentro piccoli concetti della contemporaneità.


La partecipazione e il riuso
come innesco per l'economia e la rigenerazione urbana
Il sindaco di Imperia Carlo Capacci fischia l'inizio dei lavori, rinnovando pubblicamente la sua approvazione e sostenendo l'iniziativa portata avanti dall'Ordine degli Architetti, presieduto dal presidente Giuseppe Panebianco che si dice positivamente stupito dalla forte risposta della città. Swicth è un progetto culturale molto ampio, un cambio di direzione per permetterci di guardare con altri occhi il patrimonio architettonico. Mirare allo sviluppo e alla crescita della città attraverso una precisa metodologia di lavoro: la costruzione partecipata delle proposte, per rispondere a una semplice domanda "Quale futuro per il Deposito Franco?".

Federico Della Puppa, economista, getta le basi teoriche del progetto, focalizzandosi sulla centralità del territorio nella società circolare. Tutto è in relazione e in connessione. Ruolo dell'architetto è connettere l'esperimento, facilitare e gestire il processo di rinnovamento e non più progettare e pianificare.

il tavolo SALSO Terra Franca presenta il risultato della giornata di lavori
by Imperiapost
Alessandro Tassi Carboni, presidente dell'Ordine degli Architetti di Parma, un esempio virtuoso. Porta l'esperienza di Workout Pasubio (Parma), un capannone dismesso che grazie al progetto Abitare la città dimenticata, oggi ospita eventi temporanei. A proposito di circolarità, specifica che nella fase preliminare del progetto si è ragionato sul tipo di relazioni che il luogo in questione poteva generare.

Simone Gandolfo, attore, Settimio Benedusi, fotografo, i due imperiesi di spicco, intervengono con giocosità e un tocco poetico per sostenere la bontà del Progetto Switch.

Chiude il cerchio Elena Farnè, la vera coordinatrice dei lavori, che illustra il laboratorio di progettazione partecipata: metodo e regole del gioco.

Le regole del gioco
I quattro principi: 1. Chi partecipa è la persona giusta; 2. Qualunque cosa succede va bene; 3. Quando si inizia, si inizia!; 4. Quando si finisce, si finisce!
La legge dei due piedi. Durante l'incontro, chiunque si trovi in qualsiasi situazione in cui non sta né imparando né contribuendo all'apprendimento di qualcuno, può usare i suoi piedi per andare in qualsiasi altro posto che gli sembra più interessante o produttivo.

Laboratorio di idee
La poderosa e densa giornata di sabato 12 novembre. Relazioni, connessioni, tavole rotonde di proposte e di ascolto. Cervelli in movimento e stupore. Nella mattinata si apre il laboratorio di idee e si avvia l'Open Space Technology. Tutti i partecipanti, liberi cittadini, associazioni, movimenti, cooperative, artisti, per un totale di oltre cento persone, in semicerchio per esporre una proposta, un intento, un futuro utilizzo dell'area. Con la guida di Elena Farnè si fanno avanti persone e idee. Una ventina le proposte in totale.
Presente il Rotary Club di Imperia con la proposta di un social market. La Coldiretti con la proposta di un mercato del biologico più laboratori didattici. La Confesercenti che pensa ad uno spazio per riattivare il turismo. Lara invece ha pensato ad una sala studio. E poi c'è chi pensa ad un luogo dedicato al mare, il Museo Navale e il vicino porto favoriscono un giusto collegamento. Sono numerosi i sostenitori di uno spazio che si faccia contenitore di eventi artistico culturali. Certo la faccia del luogo si presta bene e in città c'è grande fame di spazi così. Noi del Teatro Impertinente abbiamo aderito al grande Coordinamento Terra! che riunisce cooperative, associazioni e singoli motivati, con la proposta di creare un coordinamento - SALSO Terra Franca - suddiviso per aree tematiche di interesse, che si occupi di organizzare eventi temporanei. Guardando alla polifunzionalità e alla multidisciplinarietà. Il sociale, l'artistico, il culturale, il benessere.
La sala dei tavoli di lavoro
by Imperiapost

Dopo il momento collettivo, i partecipanti si dividono in gruppi. Ad ogni tavola rotonda sono presenti i facilitatori e gli architetti di Switch e a supporto gli esperti: Corrado Bologna, filologo; Stefano Caselli, esperto di finanza internazionale; Federico Della Puppa, economosita; Simone Gandolfo, attore e regista; Pierre Marie Lunghi, Ufficio Demanio Marittimo; Vincenzo Bruno, Agenzia delle Dogane; Paolo Redaelli, progettista del Museo Navale.
Inizia così il primo ciclo di discussione informale nei gruppi. In fermento. Ad ogni tavolo si siede chi ha voglia di proporre ma anche solo di ascoltare. Si ci sceglie per somiglianza, per interesse o per curiosità. Nascono collaborazioni e idee miste. Allo scadere del tempo prestabilito ogni tavolo compila un foglio prestampato in cui spiega il carattere della proposta e relativi particolari tecnici: il titolo del progetto, gli obiettivi, gli aderenti, come concretizzare, come organizzare gli spazi, quali risorse mettere in campo.
Fino al tardo pomeriggio è tutto un comporsi e scomporsi di tavoli e incroci di idee e possibilità, mentre gli architetti facilitatori vigilano e indirizzano queste grandi manovre.
Alle 18,30 l'impegnativa e appassionante giornata di tante teste venute per pensare al riuso degli spazi in abbandono si conclude con la presentazione delle proposte elaborate e la consegna a tutti i partecipanti del report della giornata. Di nuovo uno alla volta davanti al semicerchio per esporre la proposta che, rispetto al mattino, è più matura e articolata. Contiene apporti diversi e idee discusse, in un incrocio di competenze e interessi.
Alla tavola rotonda finale le istituzioni che ci sostengono: Enrico Lupi, vicepresidente della CCIAA delle Riviere di Liguria, presidente PromImperia; Carlo Capacci, sindaco di Imperia; Marco Scajola, assessore all'urbanistica della Regione Liguria; Pier Luigi Vinai, segretario ANCI Liguria; Giuseppe Cappochin, presidente Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C.

E non è finita qui... se il terzo atto possiamo intitolarlo Condivisione e Riunione, per dirla con Corrado Bologna, nulla sappiamo ancora del quarto.
Lo vedremo a gennaio.

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