venerdì 9 dicembre 2016

Senza Zaino: come organizzare un nuovo modo di fare scuola

SENZA ZAINO
la scuola del 3° millennio


strumenti
Lo zaino non è strumento del lavoratore, che trova il necessario sul posto, ma di chi come soldati ed alpini si dirige in luoghi inospitali.
Si vede che chi ha inventato il vecchio modello ottocentesco di scuola aveva la coda di paglia. Il modello ideato da Marco Orsi parte proprio dall'eliminare questo strumento, con tutte le conseguenze possibili: creare un ambiente ospitale, di comunità e quindi di relazione, responsabilizzante. E quindi efficace.
SENZA ZAINO (SZ) è sviluppato con un team sempre più nutrito dal 2005, ed ora è modello in  46 scuole della Toscana. Dove quotidianamente crescono circa 3000 alunni e 350 docenti, garantendo una formazione di qualità, effettivamente fondata sull'acquisizione di competenze e di autonomia, aperta allo spirito critico, alla creatività e alla libertà, capace sul serio di rispondere alle sfide del Terzo Millennio.


Lo zaino non è necessario perché nell'aula è presente tutto il necessario per studiare in pratica ed in teoria, con tavoli dove gli studenti si guardano in faccia, gestendosi in autonomia il percorso giornaliero concordato con l'insegnante, il quale rimane a disposizione senza guidare passo passo. Nemmeno quei bambini e ragazzi che hanno una sessione di studio o sperimentazione in autonomia. Per i compiti a casa basta una valigetta, piena di pochi libri e tre principi: responsabilità, comunità e ospitalità.
Gli studenti si assumono la responsabilità del proprio apprendimento, in riferimento al principio del costruttivismo secondo cui il sapere è frutto dell’azione responsabile del soggetto. Sono motivati a studiare e le varie materie sono occasione per sviluppare competenze vere, con la libertà di sbagliare e sperimentare senza il continuo intervento di un insegnante, però sempre disponibile. Nell’agorà si tengono conferenze anche con i genitori, o assemblee tra studenti ed insegnanti. Così si sviluppa il senso della cittadinanza.
L’apprendimento avviene nella relazione: con se stessi nel caso di esercitazioni o studio singolo, ma quasi sempre si tratta di coppie o piccoli gruppi attorno allo stesso tavolo. Ciascuno ha ben chiaro cosa deve fare, qual è il prodotto da realizzare e perché deve fare quella cosa. La relazione è anche con gli spazi e i materiali, ed il modello di aula non è statico: a seconda dei percorsi si decidono modifiche ecc. Tramite l'eliminazione della lezione frontale l'insegnante può relazionarsi agli alunni utilizzando sia il registro orale, che quello visivo che quello corporeo, passando dal linguaggio comune a quello digitale o teatrale, utilizzando media cartacei, elettronici, argillosi, fantasiosi. Il tutto quindi con forti legami al mondo "esterno" a questo tipo di scuola aperta, proiettata allo sviluppo umano e non più al passaggio di nozioni, dove l'apprendimento è naturale e quindi efficace, piuttosto che forzato.

bambini
Lucca – scuola primaria  Nozzano
Circolo Didattico n .7 progetto Senza Zaino (2005)
Che l'attuale sistema scolastico sia obsoleto è ormai chiaro: aumentano la dispersione scolastica e soprattutto l'analfabetismo di ritorno, aumentano i costi ed il controllo che induce stress nei ragazzi, ai quali viene chiesto solo di ripetere per produrre buoni voti, o quantomeno di non farsi bocciare (che un anno in più costa a tutti).
Il sistema scolastico viene distrutto dal succedersi dei governi, e con queste premesse a nessuno viene voglia di difenderlo. Perché farlo, poi? Perché difendere una istituzione dove i programmi sono ottocenteschi ed impartiti tramite lezioni frontali?
Non si difende: si crea qualcosa di adatto ai tempi ed alla natura umana. E non siamo nati con lo zaino, ma con gli occhi per guardarci, le mani per costruire, la bocca per progettare, e la voglia di fare.

INFO E CONTATTI
Posta un commento