martedì 18 luglio 2017

Fantasy Lab all'istituto comprensivo per l'infanzia Simone Stella

Piccoli Impertinenti al Simone Stella
Progetto teatrale alla Scuola dell'Infanzia Simone Stella del plesso di Loano-Boissano (Savona)

Il ciclo dell'acqua (Elena Spadola nell'aureola di luce)
Metti una scuola che accoglie sette sezioni in città, più tre nella sede distaccata, una trentina di insegnanti e tanti tanti bambini tra i 3 e i 5 anni; metti un bando vinto da noi operatori del Teatro Impertinente ed ecco nascere i nuovi laboratori teatrali del Fantasy Lab, in collaborazione con la Cooperativa Hesperos. L'educazione e le sue facce artistiche: un percorso di avvicinamento al teatro, accompagnati dalla fantasia applicata alla realtà, rispettando le singole individualità ed entrando in sintonia con le esigenze dimostrate sia dai bambini sia dalle loro insegnanti.

Una primavera teatrale di viaggi in treno per noi, Elena Spadola ed Isabella Biscaglia Giancola, ed in macchina per l'ultimo acquisto Impertinente, Daniel Delministro di piani di lavoro costantemente studiati, rivisti, corretti e sorretti dalla nostra voglia di rendere l'esperienza dei bambini ricca di nuovi spunti fantastici, di giochi visti con la lente caleidoscopica del teatro e dell'invenzione, chiamando in causa musica, suono, contatto, rudimenti di tecniche attoriali e viaggi immaginari.
Isabella, Elena e Daniel, i tre membri del policromo movimento Impertinente che hanno seguito e condotto il Fantasy Lab. Elena e Isabella in coppia nella scuola di Loano e Daniel nella scuola di Boissano. Sessanta ore di laboratorio che hanno reso teatrali le mattine dei numerosi bambini coinvolti nell'esperienza. Sezioni molto ampie sia come spazi sia come numero di bambini, grande offerta formativa, molteplici attività e interessi, notevole dinamismo delle insegnanti, formano il carattere di questa scuola di larghe vedute.

I travestimenti di Daniel
Un grande esperto e un grande talento che siamo orgogliosi di avere tra noi, con alle spalle molti spettacoli sul filo dell'impegno sociale, politico ed educativo. Ha trascinato i bambini nel baule dei suoi personaggi fantastici sulle tracce del mimo, del teatro del silenzio e delle maschere, passando per lo studio delle azioni quotidiane intrecciandosi con l'innata teatralità dei bambini e il vivo interesse che suscita il suo potere narrativo.

La bacchetta di Elena e i trucchi del mestiere
L'uso della bacchetta appartenuta a una strega ha introdotto il percorso che dalla realtà della sezione di scuola, scivola nella scatola magica dove tutte le cose sono possibili. Minuti assaggi di un'altra realtà, quella che si cela dietro il palcoscenico, dove le cose sono e insieme non sono. Sembrano una cosa ma poi si rivelano un'altra. Incontrare il corpo degli altri perché è di corpi che è fatto principalmente il mestiere dell'attore.

Mandala finale
Le armi di Isabella
Guerriera fin dentro l'anima, tenace e orgogliosa. Ha portato in dote la sua conoscenza delle arti marziali e la sua grande energia. Il movimento corporeo, i combattimenti scenici e i viaggi immaginari nello spazio, in fondo al mare, nella foresta hanno sicuramente lasciato l'immagine di una conduttrice energica, instancabile e dotata di notevole immaginazione.

Abbiamo incontrato tante espressioni infantili, assistito a sgridate e a pianti, a puro divertimento e a sincero entusiasmo ma anche a noia e svogliatezza. Il percorso come la vita non è stato lineare, c'è stata necessità di pensare, pensare e ripensare: le cose non sono sempre semplici, alcune volte abbiamo incontrato difficoltà di gestione e di organizzazione e quindi abbiamo scelto la strada del dialogo con le insegnanti, del confronto diretto. E sempre è stata la strada che ha portato alle nuove idee e alla differenziazione del percorso sezione per sezione: ogni classe ha le sue preziosità insieme ai suoi limiti. Ci portiamo dietro come simbolo dell'esperienza il diluvio di disegni dei bambini hanno fatto per raccontare ogni incontro. Ci siamo rivisti lì dentro, con occhi sempre diversi e coinvolti.

Il mandala dei ricordi
L'ultimo incontro lo abbiamo impostato per lasciare una traccia tangibile dei ricordi e allo stesso tempo astratta ed emozionale. Un mandala sul quale tracciare un segno, una impronta, una testimonianza dell'esperienza appena vissuta. Ognuno si è portato a casa un pezzetto di mandala, un pezzo di ricordo per tutti e per ciascuno.

Elena Spadola

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