martedì 19 settembre 2017

Finding Me - 3 giorni con i ragazzi alla ricerca del sé, a Mendatica

le 3 missioni di
Finding Me
alla ricerca di sé e dell'altro, con ragazzi tra i 13 ed i 17 anni!

foto realizzate da uno dei partecipanti: Gabriele Piana
Ragazzi che in solitaria costruiscono un percorso simbolico seguendo delle tappe che sono domande: "cosa dicono di te?", "come pensi di essere?", "quali rimpianti hai?", "quali desideri?" ed altro. Ore di ricerca e confronto solitario, affrontando rovi reali fuori dai sentieri di Mendatica o ritrovando il proprio calore interno per sopravvivere ai gelidi laghetti, cercando sul loro fondo la pietra lanciata nella precedente tappa, per la precedente domanda.
E poi ritrovarsi: seguire in silenzio un compagno nel ripercorrere le tappe che lo rappresentano, le tappe che lui è, come uno specchio vivo. E quindi invertire i ruoli, raccontare all'altro cosa sono stati quei rovi, cosa sono diventate quelle domande, cosa è diventato l'imprevisto dell'aver perso tutti gli appunti delle tappe finemente definite.
Incidente che è capitato ad uno degli unici due adulti partecipanti, tra l'altro.
E poi, tutti insieme, costruire il totem della neonata tribù, simbolo di quella familiarità naturalmente creatasi dopo confronti così forti ed intimi.
Ed una volta costruito, bruciarlo.

foto di Gabriele Piana
Un’esperienza originale, divertente e formativa che conduce ad un viaggio interno pieno di emozioni collettive e coinvolgenti, tramite la separazione dal mondo moderno, annullando i suoi ritmi e i suoi limiti.
Scrivono i ragazzi di loro pugno, qualche giorno dopo la conclusione dell'avventura.
Un mondo nuovo, dove è possibile separarsi dalle maschere della vita di tutti i giorni e dove riscoprirsi attraverso ore di solitudine assoluta in un bosco, senza alcun contatto con gli altri, dove le proprie idee prendono forma in mezzo agli alberi; un cammino attraverso la natura dove i pensieri figurano nel cammino dei sentieri di montagna, annullando la differenza tra ciò che si ha dentro e quello che si vede. Dove la libertà di espressione fa da padrone, anestetizzando la vergogna sia nel dialogo interno sia nel dialogo con gli altri, vivendo in un ambiente senza pregiudizi, intrigante ed entusiasmante.

foto di Gabriele Piana
Ogni momento di pausa al rifugio una ulteriore occasione di confronto, chiarimenti e sfide. Qualche consiglio, qualche incoraggiamento, il preparare i pasti assieme, il vedere che anche i meno collaborativi l'ultimo giorno si sono messi a preparare i panini e pulire in modo naturale. E la domanda sempre più frequente: "Ma la prossima volta facciamo 5 giorni?"
Non sono stati 3 giorni facili per nessuno, ma sono stati 3 giorni chiave per tutti.
In una società dove nulla sancisce l'inizio dell'età adulta quella piccola comunità creatasi ha smosso qualcosa di atavico e semplice: il bisogno di costruirsi, distruggersi e ricostruirsi sempre più adulti.

Cosa è stato il Finding Me per noi? 
E stata un’esperienza senza eguali, avventurosa e formativa; capace di alternare divertimento e regole, silenzio e rumore di gente, solitudine e compagnia. Tra le varie tappe abbiamo pian piano cominciato ad avere più consapevolezza di noi stessi, dei luoghi più reconditi della nostra anima e dei nostri sogni, ma anche più consapevolezza di ciò che ci circonda… cosa che nella società in cui viviamo spesso viene trascurata.
foto di Gabriele Piana
Ci siamo riscoperti, grazie alla serenità di un luogo lontano da tutto, conoscendo gli altri e noi stessi in un modo nuovo, abbiamo riscoperto la realtà del nostro io, senza pretese o pellegrinaggi, senza grandi opere di riscoperta spirituale, senza compiere chissà quale grande impresa. Semplicemente stando alle regole del gioco, un gioco fatto di tranquillità e vita comune. Una sorta di laboratorio della vita di tutti i giorni, dove sperimentare le emozioni, le delusioni e la realizzazione personale. Un test, dove venire a conoscenza dei punti di vista altrui e mettere in campo i propri.                                 
      
I ragazzi di Finding Me

"A volte si ha paura: si ha paura di essere se stessi, perché in fondo più si va avanti più si ha ben chiaro in mente che noi siamo tanti. Ognuno di noi è mille maschere, mille volontà, mille desideri, mille forme di un’unica e perpetua energia. Finding me è stato semplicemente un gioco che tuttavia ci ha dato l’occasione di sbagliare serenamente, di volteggiare sopra i nostri sogni e ridere, stare bene, piangere, senza alcuna forma di giudizio, fuori dagli schemi, dentro quel grande universo fatto di relazioni che è la vita di ognuno di noi." - Emanuele Morandi

Isabella Biscaglia Giancola
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