mercoledì 28 febbraio 2018

MASCHERA NEUTRA, 25 marzo - laboratorio per tutti con Daniel Delministro

domenica 25 marzo 2018, ore 10/13 e 14.30/18.30, Scenart Imperia
Laboratorio di approccio all'uso della
MASCHERA NEUTRA
condotto da Daniel Delministro

A proposito della preparazione di un'attrice/di un attore, spesso si usa dire: "entrare nel personaggio"; in realtà il processo a cui deve prepararsi chi sceglie di usare il linguaggio del teatro per esprimersi, è l'esatto contrario. Si tratta piuttosto di costruire/liberare e preparare dentro di sé uno spazio in cui il personaggio possa entrare, e mettergli a disposizione il proprio corpo, la propria voce, la più vasta gamma di emozioni sperimentate.
Per fare ciò è utile acquisire coscienza e consapevolezza di tali strumenti: conoscere il proprio corpo, le posture che può assumere, i gesti e le azioni che può compiere, i suoi limiti, quelli insuperabili e quelli che è possibile spostare progressivamente un po' oltre; la voce: come funziona, dove si genera, dove risuona, come si diffonde; recuperare dal proprio vissuto le emozioni sperimentate e saperle usare per esprimersi e comunicare.
Uno strumento molto utile per lavorare su ciò, non solo per le attrici e gli attori, è la maschera neutra: una maschera bianca, non caratterizzata (a differenza da quelle del teatro classico greco, della commedia dell'arte, di molte ritualità nel mondo) che annulla la capacità espressiva del viso e aiuta così a spostare l'attenzione dentro di sé e sulla, spesso non sufficientemente esplorata, espressività del corpo.
Il laboratorio si propone di avvicinarsi con delicatezza a tale strumento, scoprirne poco a poco le potenzialità e iniziare a sperimentarne l'uso.

martedì 20 febbraio 2018

C'era una Volta il Deposito Franco - il video racconto

dal progetto SWITCH dell'Ordine degli Architetti di Imperia,
con uno zampino del Coordinamento TERRA! e del Teatro Impertinente ;)
C'era una Volta il Deposito Franco - il video racconto
"C'Era Una Volta il Deposito Franco: una storia da raccontare che non poteva limitarsi a una narrazione didascalica ma doveva andare al di là delle parole e dei gesti, della vista e dell’udito." - Nicoletta Bracco, direttrice artistica.


riprese e montaggio di Isabella Biscaglia Giancola

La signorina del Grand Hotel Riviera Palace, la visitatrice doganale, Mefistofele, l’emigrante: Agata Nerelli
Le operaie: Melania Favaloro, Giulia Falbo Le merci: Morena Di Vico, Veronica Polledri
Contrabbasso: Walter Ferrandi Percussioni: Maurizio Pettigiani
Progetto luci e suono: Alessandro Saglietti - Alexander Light&Sound
Altri tecnici della Alexander Light&Sound: Walter Saglietto, Alessandro Nuti, Massimo Aiello
Coreografie di Morena Di Vico
Scritto e diretto da Nicoletta Bracco

 Qui di seguito il link all'articolo C'era una Volta il Deposito Franco

martedì 13 febbraio 2018

Teatro Autogestito Indipendente: "Vieni a dircelo in faccia"


Teatro Autogestito Indipendente
VIENI A DIRCELO IN FACCIA
Le esperienze dirette dei ragazzi del Liceo Artistico e del Liceo delle Scienze Umane di Imperia.

Leonardo Borgo di fronte ad alcuni ragazzi del corso
Tre ragazzi, Gabriele Piana, Giona Pianciola e Leonardo Borgo, hanno messo in piedi il progetto volto ad avvicinare i ragazzi al mondo del teatro.
A loro la parola.
"Dal novembre duemilasedici è nata una realtà Teatrale Indipendente basata sulla Peer Education, una forma di insegnamento per cui sono i ragazzi a insegnare ai loro coetanei. Come fondatori di una prima forma di peer education Teatrale ci sentiamo di raccontare una nuova forma di educazione teatrale fatta dai giovani e rivolta ai giovani del territorio imperiese.
Nasce come movimento spontaneo per rispondere alle necessità dei ragazzi del Liceo Artistico e nel giro di poco tempo il movimento conquista spazi e diventa realtà grazie alla disponibilità riscontrata sia nel Liceo Artistico sia nel Liceo delle Scienze Umane. Da due anni portiamo avanti questo esperimento di creazione e condivisione teatrale, un esperimento che possiamo dire riuscito grazie alla collaborazione e all'appoggio di molti.
Ma come funziona? Come fanno dei ragazzi a portare avanti un progetto del genere, pieno di responsabilità e di scadenze? Siamo degli scapestrati che si sono improvvisati insegnanti di teatro? Solo la prima parte è corretta. Siamo degli scapestrati ma non ci siamo inventati nulla. Il nostro progetto parte dal bisogno umano di teatro, dalla necessità viscerale di un gruppo di adolescenti di avere un luogo neutro dove mettersi in gioco ed essere se stessi, al riparo dal giudizio della società e da quello di un insegnante di teatro. L'informalità e il bisogno di stare insieme rende così facile far aprire i ragazzi al teatro.
Grazie al nostro approccio ci ritroviamo più che in una lezione frontale di teatro, in un vero e proprio calderone di idee. Gli esercizi sono portati avanti collettivamente con la responsabilità di una ventina di ragazzi. Ragazzi che svolgono tutto ciò non per una valutazione positiva o per acquisire crediti formativi, ma per passione, per una forte volontà di fare insieme teatro. Dal nostro punto di vista la programmazione è stata sorpassata dalla spontaneità e i risultati si manifestano dopo ogni singola lezione. Il vantaggio dell'autogestione è la possibilità di condividere l'esperienza teatrale con chiunque, a patto che produca un risultato coerente al percorso che si è scelto di praticare.

Le lezioni si svolgono partendo da una scaletta che ci guida nel percorso complessivo. Solitamente partiamo con esercizi base che hanno la funzione di sbloccare i partecipanti. Specialmente chi si approccia al gruppo per la prima volta tende ad avere difficoltà ad essere se stesso, rimanendo chiuso rispetto agli stimoli degli altri. Con le prime lezioni, nel periodo che va da novembre a gennaio, cerchiamo di creare un gruppo unito e di sviluppare un approccio differente rispetto a se stessi e rispetto al prossimo. Non ci stiamo inventando nulla, i risultati li vediamo con i nostri occhi. Gli studenti che hanno partecipato al primo anno di corso hanno subito un cambiamento non indifferente: apertura sociale e accrescimento dell'autostima, generati dalla propria esperienza in ambito teatrale. Il loro riscontro sottolinea come un adolescente possa sviluppare maggiore fiducia in se stesso grazie all'arte teatrale. Tuttavia questo non è solo un progetto di accrescimento personale, l'aiuto alla persona è solo uno strumento per arrivare ad un risultato. L'obbiettivo finale per ogni anno è creare un prodotto che coinvolga tutti i partecipanti. Quest'anno stiamo lavorando ad un'opera tratta da "Giuda" di Marcel Pagnol: ad ogni incontro si dedica una parte di tempo all'organizzazione dei ruoli, allo studio di ogni parte dello spettacolo, si formano gli attori, si crea una scenografia e si prepara una regia.
Per ovvi motivi, dato l'alto numero di ragazzi, non tutti avranno la possibilità di recitare, ma tutti vengono equamente formati. Naturalmente non neghiamo che parte del tempo è dedicato al puro svago, in fondo si tratta pur sempre di ragazzi ed è necessario mantenere una leggerezza durante le lezioni. La leggerezza è fondamentale per la nostra idea di educazione teatrale: un'atmosfera rilassata e libera aumenta la concentrazione dei ragazzi. L'attenzione non è obbligata ma è voluta.
Quello a cui abbiamo assistito e aiutato a formare è molto più che un corso autogestito, è un vero e proprio vulcano in eruzione di idee e di tecniche educative nate dagli stessi ragazzi. Tutti noi siamo cresciuti, divertendoci. Questa affermazione potrebbe suonare banale perché è indicata come obiettivo di centinaia di progetti educativi, scolastici e non. Noi forse ci siamo riusciti nel contesto teatrale e soprattutto nel contesto di una città che di teatrale non ha nulla.
Speriamo che la luce di speranza che abbiamo acceso illumini per più tempo possibile la realtà degli adolescenti liceali, senza variare troppo l'obbiettivo principale che ci siamo prefissati: essere persone e attori migliori, in grado di affrontare la realtà in modo attivo, senza viverci addosso."Giona Pianciola e Gabriele Piana

martedì 6 febbraio 2018

L'ARTE NUTRIENTE - Febbraio tra clownerie e prevenzione al bullismo

L’Arte Nutriente
Febbraio tra clownerie
e prevenzione al bullismo

Al Teatro Salvini di Pieve di Teco il 9 Febbraio ore 21 la Compagnia Roggero porterà in scena "Arlecchino, Pulcinella e Bibitello", spettacolo adatto ad un pubblico dai 3 anni in su, per far conoscere ai bambini ed alle loro famiglie una commedia dell'arte che è patrimonio storico italiano, ma di cui troppo poco si sa oltre lo stereotipo: Gabriella Roggero e Metello Faganelli utilizzeranno moderne dinamiche di clownerie per portare ad oggi maschere della e personaggi tratti dalla nostra storia teatrale.

Sabato 10 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 all'Auditorium di Pieve di Teco si svolgerà quindi il primo dei 5 “laboratori nutrienti”: Pupazzi e Attori in Teatro, laboratorio di animazione e recitazione di pupazzi, burattini, marionette e attori con Metello Faganelli e Gabriella Roggero (creatrice e animatrice di DODO’ de L’Albero Azzurro).

Uno, nessuno, centomila: evviva!
campo di più giorni organizzato da Coop. Hesperos,
Teatro Impertinente, ass. Ludo Ergo Sum. Foto di Gabriele Piana
Sabato 10 alle ore 15 ci saremo invece noi del Teatro Impertinente, che insieme alla Associazione Contro il Bullismo Scolastico di Milano terremo la conferenza ad ingresso libero "Bullis-no: genitori e figli a confronto".
Il Teatro Impertinente con Emanuele Morandi ed Isabella Biscaglia Giancola racconteranno il percorso di prevenzione al bullismo Finding Me, che insieme alle colleghe psicologhe Tecla Magliano (Coop. Hesperos) e Jessica dell'Orletta (asd Insieme) hanno portato in classi di scuole sparse per tutta la regione. Genitori, figli ed insegnanti a confrontarsi su un fenomeno che non è da curare, in quanto è solo la causa di meccaniche relazionali che stanno a monte, nel modo di relazionarsi con se stesso e con gli altri che l'individuo sviluppa nella sua crescita. Il video di questo progetto cercherà di inquadrare quanto sia ampio il lavoro che, giunto allo stadio regionale, va a lavorare efficacemente proprio su quelle dinamiche che stanno a monte, e che coinvolgono molte più persone dei soli "bulli".
Vincenzo Vetere e Cristina Passias racconteranno come sono passati da vittime a portavoci delle vittime di bullismo, che la loro associazione riunisce per trasmettere esperienze a favore della collettività.

Storie coraggiose per riflettere
Spunti scientifici per cambiare
Questa è l'Arte Nutriente