martedì 24 luglio 2018

Le origini del Martial Theatre


Le origini del Martial Theatre
Quando ti accorgi che un certo modo di giocare è un certo modo di giocare

Prima ancora degli studi universitari, delle ricerche sulla terza riforma teatrale, delle sperimentazioni pensate come tali.
Si giocava in un certo modo.

-- Ma va tutto bene? --
Davanti alla cucina esterna della casa in Abruzzo la madre sorride a due gemelle di otto anni.
-- Sì sì. --                                                                                                       -- Sì sì. --
Rispondono in coro, avvicinandosi con le canne di bambù in mano e dei sorrisi che lavano via (in parte) l’abbattimento.
 -- Ma sicure? --
                                               Ancora la madre sorride, come chi sa d’aver ragione ad insistere.
Imbarazzate.
Alla fine cedo e rispondo comunque.
-- No, è che abbiamo giocato di là. – indico ridacchiando dietro il capanno degli attrezzi. – E il nemico ci ha sconfitto… --
Per non dire ucciso. Ma almeno possiamo continuare a giocare. Tanto l'albero che affrontiamo dietro il capanno, Ven, non scappa.


L’infiltrazione alla base Rocket

Swampert scatta in testa al gruppo mentre il Gyarados enorme tira indietro il collo.
Il pokémon fango inchioda sull’erba, grazie alla falce di luna lo vede anche Brock, pensa Non è un bel segno.
Il Gyarados di 13 metri ruggisce, muove la coda nelle viscere del lago, l’acqua dalla riva si ritira e poi un’enorme onda si alza dal lago e viene verso di noi.
Brock urla di riparaci dietro                              Io ed Espeon impallidiamo
scattiamo da
Swampert che ha già alzato un muro di fango,
Brock ci raggiunge, come i suoi Raichu ed Espeon confida nel muro di Swampert.
Mia sorella già sa, io immagino.
Raichu trema.
L’onda gigantesca si abbatte.
gyarados___aqua_tail_by_ishmam-d7xggup


Camera mia e di mia sorella, quella della casa vecchia, aveva come superficie praticabile (esclusi gli stessi letti) una striscia larga quasi trenta centimetri a circumnavigare i nostri letti singoli, se messi attaccati come quel giorno. Una striscia praticabile che li circondava da tre lati perché entrando, sulla destra, c’era l’armadio a muro.
In quella striscia giocavamo io e lei, ventenni, con due cugini una di poco più di dieci anni e l’altro con meno di nove anni.

Notte, periferia della base Rocket
Raichu, Espeon e Swampert sono tre pokémon molti istintivi, molto animali: Brock, un allenatore di Pokémon, ha fatto capire loro che c’è da infiltrarsi furtivamente in un territorio Rocket, e questo faranno.
Mia sorella sta impersonando Brock, personaggio richiesto dai due cuginetti. Per questo pomeriggio lei fa una parte che più avanti chiamerò narratore, bardo o master: guida il gioco, facendo il personaggio di supporto (in questo caso l'umano Brock, più intelligente degli istintivi pokémon) e tutti gli ostacoli e nemici del percorso. 
Cugina legge sul computer che gli Espeon leggono i movimenti avversari attraverso le vibrazioni dell’aria.
-- Sto io davanti! --
Espeon apre la fila, io da Raichu mi metto dietro, in quanto pokémon topo al buio ci vedo appena meglio degli altri, e ho buon udito e reazione.
Io a Cugino.
-- Mudkip ascolta molto bene le vibrazioni nel terreno: Swampert ha gli stessi… padiglioni? Quegli spunzoni. Li ha più piccoli ma li ha. --
Il cuginetto di nove anni capisce subito, lo sguardo si fa più perso, tende le orecchie nella scena, con le mani fa per camminare avanti piano. Di fatto rimanendo fermo, non c'è spazio in camera.
Il grosso Swampert
notare che il pokémon più grosso tra noi
è impersonato dalla persona più minuta della camera.
procede lento, attento alle vibrazioni che si spandono dai capannoni e intorno, dietro di lui è Brock, in coda a tutti: può capire la situazione nei dintorni solo dalle reazioni dei suoi pokémon.
Prima fila di capannoni, passiamo tranquilli: il primo incrocio lo facciamo tutti insieme.
Essendo il mio personaggio un Raichu maschio questo incrocio deserto pare strano a me Isa, mentre il mio avatar non si rende conto dell'anomalia.
E nemmeno del fatto che Brock non ne sia perplesso.
Brock e mia sorella sanno. Anche se lei ne sa certamente di più del personaggio.
Dice a Cugina che più avanti c'è un Rocket.
Ci fermiamo: (un Rocket), sussurra Espeon, nel linguaggio pokémon (e ha un pokémon fuori dalla sfera), aggiunge piano Swampert.
(Bene), posso solo rispondere da Raichu. Da lì non li vedo.
Espeon prende l’iniziativa e va avanti.
La narratrice si sposta, circumnaviga i letti fino a spostarsi di lato, precedendo Cugina. Io e Cugino diventiamo spettatori, dato che i nostri alter-ego pokémon sono distanti da Espeon. Mia sorella annusa in giro come un Houndoom.
Espeon vede Houndoom che annusa in giro. Quindi, da distante, si volta verso di noi. Espeon dice a Raichu e Swampert che (non vuole distrarlo, non vuole fare le moine).
(Le chiedo se l’Houndoom sia maschio o femmina).
Mia sorella a Cugina.
-- È un maschio. --
Già ridiamo.
Brock si guarda intorno, guardingo: non capisce che si dicano i pokémon, sa solo che potrebbero essere individuati.
Swampert, sempre a bassa voce, (fa notare a Espeon come sia l’unico pokémon femmina della squadra).
Espeon esce dal suo angolo quando l’Houndoom e il suo allenatore criminale, del team Rocket, sono più distanti tra loro.
Cugina inizia a imitare l’attacco attrazione, parlando all’Houndoom.
-- Ciao… -- con tutta la voce infiocchettata. -- Ma che bel pokémon… --
Houndoom è sospettoso.
La narratrice ghigna, con le mani imita le zampe di Houndoom avvicinarsi a Espeon, di fatto rimanendo sempre a un metro da Cugina. Non ci sono altri metri nella stanza.
Raichu e Swampert
                                                                                                                      ridacchiano
ascoltano Espeon giostrarsi le moine tra informazioni date e scuse fornite: Houndoom è ancora sospettoso.
Cugina aumenta le moine, anche senza parlare. Noi iniziamo a sganasciarci, anche se
sappiamo che se ci scoprono è finita: siamo solo tre pokémon contro potenzialmente una marea di Rocket.
Solo tre pokémon, almeno secondo i nostri alter-ego mostri, che non sanno il piano di insieme.
Al parossismo delle moine l’Houndoom sta andando dietro a Espeon, non sa nemmeno lui se per sgranocchiarla o meno.
Un’improvviso codacciaio in fronte lo manda a dormire.
Allo scatto di Cugina sobbalziamo, io e Cugino. Mia sorella fa il gesto d’indicare un corpo che cade a terra, e un rumore adatto.
                                                Houndoom svenuto.
Brock ci mette fretta: dobbiamo andare avanti.
Mi guardo intorno, guardo Swampert, scattiamo tutti e tre ad attraversare l’incrocio, Brock devia rispetto a dove si trova Espeon, quindi passo in testa mentre lo seguiamo e l’altra ci raggiunge. Passiamo di volata due altri capannoni.
Conoscendo la narratrice, so che nulla di quella situazione è casuale: file di magazzini completamente gestiti da criminali del team Rocket (contrabbandieri e ladri), su una collina molto spoglia ed erbosa, un’infiltrazione in solitaria verso
Il lago.
Lo vediamo oltre un altro paio di file di capannoni, la falce di luna si riflette su quello.
Ma in quel momento sono un Raichu: molto istintivo. Non mi chiedo nulla.
Solo a distanza di anni mi chiedo cosa veramente stesse pensando Brock.
Brock Brock, non la narratrice.
È il nostro obiettivo, lo capiamo dal tono dell’allenatore, anche senza vederlo indicare lo specchio d’acqua.
  Capirò più tardi come fossimo le avanguardie di un gruppo di allenatori più grande.
Raggiungiamo la riva senza altri intoppi: non abbiamo avvertito la presenza di altri Rocket vicini.
Swampert fissa il lago.
                                                                               Non sa nemmeno lui il perché.
Qualcosa si muove.
Swampert strilla, si mette in guardia.
Brock non fiata: non ci sono pokémon in grado di fare increspature così estese (i leggendari, sì…).
Brock fiata.
-- Pronti? –
Fine della modalità furtiva.
Un Gyarados emerge d’acqua: una bestia grossa il doppio dello standard, e ci punta, un fragore di cascata mentre l'acqua gli salta tra le squame per tornare nel lago.
Swampert scatta in testa al gruppo mentre il Gyarados enorme tira indietro il collo.
Il pokémon fango inchioda sull’erba, grazie alla falce di luna lo vede anche Brock, pensa  Non è un bel segno.
Il Gyarados di 13 metri ruggisce, muove la coda nelle viscere del lago, l’acqua dalla riva si ritira e poi un’enorme onda si alza dal lago e viene verso di noi.
Brock urla di riparaci dietro                          Io ed Espeon impallidiamo
scattiamo da
Swampert che ha già alzato un muro di fango,
Brock ci raggiunge, come i suoi Raichu ed Espeon confida nel muro di Swampert.
Mia sorella già sa, io immagino.
Raichu trema.
L’onda gigantesca si abbatte.

Mi riprendo bocceggiando diversi metri indietro. Appena nove chili di pokémon topo, l’ondata deve avermi strappato via dalla zampa di Swampert (o era lo scarponcino di Brock?).
Osservo
Espeon allontanarsi costeggiando il lago, schivando un iperraggio
del Gyarados che ora serpeggia nell’acqua bassa vicino la riva, vicino a Brock che vedo essere portato via di peso da un poderoso scatto di Swampert.
Cugino ha capito che il serpente d'acqua puntava ad attaccare direttamente l'allenatore. Ed ora un bambino di nove anni sta facendo finta di portare un spalla una ragazza di circa venti anni.
Mi guardo intorno.
È. Tutto. FRadicio.
L’acqua del lago ancora mi sciaborda intorno per tornare al suo posto.
Prendo fiato, e urlo agli altri pokémon che non posso usare i fulmini, o colpirei anche loro!
Brock lo sa già, mentre
si allontana di qualche metro.
Espeon con il pelo bagnato e infangato non prevederà nemmeno gli attacchi del Gyarados.
Brock lo sa già, mentre si ferma più in là, fradicio e infangato.
-- Agilità! --
Espeon sa che è un comando per lei,
mentre il bestione sta riprendendo energie
lei rilassa i muscoli ignorando l’appesantimento e il fastidio dell’acqua con il fango.
-- Fanghiglia! --
I tempi sono strettissimi: l’ondata di acqua e fango sollevata da Swampert è pesante e concentrata, sfrutta il muro di fango prima distrutto e il tornare dell’acqua al lago per infrangersi contro il fianco del Gyarados enorme, che con poco danno viene spinto nuovamente nell’acqua più profonda, dove si immerge. Questo ha già ripreso energie dopo l’iperraggio. Emerge, chiude la bocca e si sente l’acqua nella sua gola gorgogliare, la punta verso la luna.
Gyarados si scatena con l'attacco d'acqua più potente: zampillo. Lui sputa come una terribile fontana, e sopra di noi il cielo inizia ad oscurarsi di acqua.
-- Extrasenso! --
Il pallino rosso nel centro della fronte di Espeon si è illumina, l’attacco zampillo del serpente acquatico viene deviato appena in tempo e
ci manca, prendendo Swampert solo in parte. Frastornato da fragore e dagli spruzzi nebulizzati dall'impatto a terra mi rialzo e mi avvicino respirando quasi più acqua che aria, così in basso come sono.
Gyarados ha puntato
Espeon, il suo pallino rosso.
Tira indietro il collo.
Espeon fa grandi occhioni e miagola di terrore (anche se è un canide).
-- Tuononda! --
So che è un comando per me. Scaglio un tuononda sul Gyarados: lieve carica elettrica per paralizzare o rallentare, che dà tempo ad Espeon di riprendersi dallo spavento e togliersi da una linea di tiro che il serpente d'acqua decide quindi di non usare più.
Il Gyarados di 13 metri ruggisce, muove la coda nelle viscere del lago, l’acqua dalla riva si ritira e Swampert ne approfitta per tuffarsi sfruttando la corrente.
Poi un’enorme onda concentrica si alza dal lago, scura e pesante di fango.
Velocizzata dal rilassamento dell’agilità Espeon scatta via.
Brock sente in auricolare che i colleghi stanno fermando gli altri Rocket.
Alla sua squadra compete solo il fermare quel Gyarados.
La lenta onda di fango si appoggia alla riva, Swampert ne esce.
Io Raichu mi sento inutile.
Da umana ventenne ho in mente almeno 3 soluzioni,
ma non voglio suggerire tattiche ai due cugini.
Questa è la loro storia. Loro non hanno Ven o un fratello con cui giocare.
-- Dobbiamo lanciare Isa sopra il Gyarados! –
E soprattutto hanno già trovate geniali di loro.
Subito dopo il suggerimento di Espeon Swampert ci ricorda urlando che lui è l’unico pokémon acqua immune ai fulmini, perché è anche un pokémon terra!
Brock strilla.
Io e Swampert schiviamo l’iperraggio, nel mentre guardo Brock e urlo agli altri che lui si è già portato fuori dalla terra bagnata! Fantastici, gli umani: sempre un passo avanti.
Espeon urla a Swampert di lanciarmi ora! lui mette la grande zampa e io ci salto dentro per intero, mentre Espeon balza sulla schiena di Swampert.
Brock capisce.
Io parlo a mia sorella, di straforo, mentre tengo le mani a cono dentro la manina di mio cugino, e mia cugina ha le sue mani sulle spalle di lui.
Ho solo una domanda, per il narratore.
-- (Tuttaquestamira?) --
Lei mi fa cenno di sì.
Arrivo alla risposta anche io: gli Swampert imparano fangobomba e robe simili. Hanno mira. E Cugino ha mira già di suo.
Lo abbiamo allenato a lanciare fascette per capelli come frecce, per difendersi da sicari vari. In altri pomeriggi ed ambientazioni.
-- Extrasenso!
Il comando di Brock per Espeon fa anche partire Swampert, che mi lancia come farebbe una catapulta. Durante il volo parte (un urlo spaventato di Raichu e) l’attacco extrasenso, che Gyarados schiva, ruggendo poi al pallino rosso sulla fronte di Espeon.
Guardo il punto dove prima stava Gyarados.
Ora c’è un gorgo.
Gli umani a volte sono un po' troppo avanti.
E cado.

-- Ma va tutto bene? --
Nella minuscola cucina di casa mia madre sorride al quartetto.
Rispondiamo un po’ scossi che sì, va tutto bene.

Mentre cado lancio un tuono così potente che si spande fino alla riva, i muscoli di Swampert si contraggono tutti, ma il pokémon è immune, ed Espeon sopra è salva.
Brock osserva dalla riva il Gyarados cadere, contento che anche senza l'andare a segno dell'attacco extrasenso il tuono sia bastato, anche non da contatto. Swampert ed Espeon esultano, quindi vanno a recuperare un Raichu che sta ingollando acqua.

L’infiltrazione Rocket, di cui qui vi sono solo due scene, è durata un pomeriggio intero: 4 ore. Abbiamo quasi saltato la merenda.
Poteva finire in ogni modo. I nostri cugini in altre giornate hanno saputo incassare sconfitte esattamente come noi in Abruzzo con Ven, diversi anni prima. Ma quel pomeriggio hanno stra-vinto.

Mentre i colleghi di Brock arrivano,
segno che l’espugnazione della base è riuscita del tutto
                                                noi commentavamo.

Ridendo scossi come chi se la è vista brutta.
Cugina, non ricordo più se dodicenne o poco meno, ma comunque già ben dentro quel tipo di ambiente che ti vuole signorina, ad un certo punto mi ha guardato, incredula.
-- Io quel Gyarados l’ho visto!
Sorpresa e soddisfatta (oltre che ormai fusa come noi altri tre).



A distanza di anni mi son resa conto che quella era stata già l’ennesima giornata del Martial Theatre.




Isabella Biscaglia Giancola


Posta un commento